Il Tirreno

Toscana

Ticket, bus e treni: la stangata d'agosto in Toscana

di Carlo Bartoli
Ticket, bus e treni: la stangata d'agosto in Toscana

La giunta regionale vara il piano per recuperare 110 milioni. Salvi i malati cronici: esenzione fino a 70mila euro di reddito 

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FIRENZE. Questa mattina la giunta regionale decide. Dopo aver saggiato le reazioni alle anticipazioni giornalistiche, dopo aver affrontato il dibattito in consiglio regionale, la delibera, rivoltata più volte come un calzino, verrà approvata. E’ rimasta fino all’ultimo qualche incertezza su alcune cifre e l’ultima notte è servita per le limature in extremis, ma l’impianto della manovra è chiaro ed è riassunto nella grafica qui a fianco.

110 milioni da trovare. Il nocciolo della manovra d’agosto sta in una cifra: 110. Tanti sono i milioni che la Regione deve recuperare nei prossimi quattro mesi per effetto dei tagli imposti dalla Spending review. «Uno tsunami finanziario», così lo ha definito ieri in consiglio il presidente Enrico Rossi che ha impostato, ottenendo il sì della maggioranza corroborato dall’astensione dell’Udc, una repentina manovra correttiva, «indispensabile per salvaguardare l’equilibrio del bilancio regionale e con esso alcuni servizi essenziali». Di fronte all’alternativa di ridurre drasticamente il welfare, la Regione ha scelto di varare una manovra correttiva basata su tre aspetti.

Tre fronti. In primo luogo, scatta subito l’aumento dei ticket sulla farmaceutica, sulla diagnostica e sulle visite specialistiche; il secondo punto, anche questo immediato, riguarda l’incremento dei biglietti e degli abbonamenti dei treni e del trasporto extraurbano. Il terzo tassello della manovra, destinato a produrre i suoi effetti non nell’immediato, riguarda il complesso piano di riorganizzazione della sanità. «Facciamo nostra - ha spiegato Rossi - la sfida di mantenere invariata la qualità e la quantità dei servizi, ma spendendo meno».

I conti. Per far fronte al mancato arrivo di 110 milioni di euro, la giunta conta di recuperarne un’ottantina dal fondo trasporti, altri 19,5 con l’adozione, annunciata nei giorni scorsi, di una serie di misure per il contenimento dei costi di funzionamento e con la riduzione di una serie di capitoli di spesa che finanziavano «politiche discrezionali regionali. Dall’aumento dei biglietti e degli abbonamenti dei treni, delle autolinee autostradali e degli abbonamenti integrati Pegaso, arriveranno da settembre a fine anno circa 1,7 milioni di euro a cui vanno aggiunti altri 2,7 milioni di premio assegnati dal governo alle Regioni con il più basso rapporto tra spesa per il personale e spesa corrente. Tutte queste misure comportano un maggior introito o una minore spesa di quasi 24 milioni di euro. Gli altri 6 milioni (che diverranno circa 20 a regime su base annua) arriveranno dai ticket sui farmaci, sulla diagnostica pesante e leggera e sulle visite specialistiche.

Le fasce di reddito. Tutte queste misure, ad eccezione dei biglietti di corsa semplice o di andata e ritorno di treni e pullman, sono basate sulla progressività, ossia su un prelievo la cui incidenza aumenta con il crescere del reddito. Le fasce di reddito rimangono inalterate: una prima fascia fino a 36.152 euro di Isee o Irpef; una seconda da 36.152 a 70.000 euro; una terza da 70.000 a 100.000 euro; una quarta oltre i 100.000 euro.

Ticket sanitari. La manovra per il 2012 è, al netto delle correzioni dell’ultim’ora, così articolata. Chi ricade nella prima fascia (fino a 36.152 euro) resterà esente dal ticket. Nella seconda fascia, il ticket per i medicinali passa da uno a due euro a confezione; per la terza fascia (70-100mila euro Isee) da due a quattro, per la quarta da tre a cinque. Aumentano anche i ticket sulle visite specialistiche e la diagnostica leggera (escluse Tac e risonanza magnetica) che ora sono attestati a 0, 5, 10, 15 euro a seconda delle fasce e crescono anche i ticket della diagnostica pesante che finora erano di 0, 10, 24 e 34 euro. Per i malati cronici, l’esenzione viene collocata a 70mila euro di reddito Isee, dunque a un livello di reddito decisamente alto, a cui segue un ulteriore scalino a 100mila euro Isee.

Treni e bus. Da settembre aumenterà il biglietto di corsa semplice del treno del 10%. Gli abbonamenti ferroviari restano invariati per la prima fascia e aumentano, al progredire del reddito, del 10 per cento (fra 36 e 70mila euro di reddito), del 15 per cento (tra 70mila e 100mila euro) e del 20 per cento (oltre i 100mila euro). Il prossimo anno, con l’appalto del servizio a un gestore unico per tutta la regione, il biglietto dell’autobus urbano salirà ovunque a 1,50 euro (attualmente è 1 euro e 20 centesimi).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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