Sicurezza
La Toscana che licenzia Moody’s
Le agenzie tagliano il rating all’Italia? E i Comuni tagliano loro: «È un risparmio»
Te declassi me, io declasso te: un po' per spirito patriottico, un po' per mere esigenze di cassa, le amministrazioni locali della Toscana stanno dismettendo alla spicciolata tutti i loro precedenti contratti, stipulati nel tempo con Moody's, Fitch e Standard and Poor's, per il rating del proprio ente. Assegni da 20, 50, o 100 mila euro l'anno, che sindaci e presidenti di provincia preferiscono adesso stornare verso altri capitoli di spesa: «Piuttosto che darli a Qui, Quo, Qua - aveva sentenziato un mese fa il sindaco di Firenze Matteo Renzi, prendendo a prestito la definizione data alle tre agenzie statunitensi da Romano Prodi - preferisco d'ora in avanti destinare i 120 mila euro annui assegnati finora a Moody's e Standard and Poor's alle spese per il sociale». Così ha fatto anche Enrico Rossi, che dal 2011 ha reso la Toscana l'unica regione assieme all'Emilia-Romagna senza agenzia di rating. «La prova di ritrovarci qua ancora vivi e vegeti - spiega oggi l'assessore regionale al bilancio Riccardo Nencini - vuole essere la dimostrazione di come si possa vivere benissimo anche senza Moody's, Fitch e Standard and Poor's. La migliore certificazione allo stato del nostro bilancio è quella che arriva ogni anno dalla Corte dei Conti, che ha appena emesso per la Toscana una nota di plauso per la conduzione delle sue finanze regionali».
Se per la casse della Regione il taglio dei ponti con Moody's e Standard and Poor's è valso un risparmio annuo di 100 mila euro, a quasi 50 mila euro ammonta la cifra che non sarà spesa quest'anno dalla Provincia di Firenze: «L'affidabilità dei conti del nostro ente - spiega il presidente Andrea Barducci - può derivare tranquillamente da una rapida lettura del nostro bilancio, che vede una riduzione dell'indebitamento netto, pari al 30%, nel corso degli ultimi tre anni, senza dover per forza passare da una sua certificazione data da un'agenzia di rating».
Se Pistoia già per volontà dell'ex sindaco Berti, aveva dismesso ogni rapporto con Fitch, con la stessa agenzia annuncia oggi il divorzio anche l'amministrazione comunale di Carrara guidata da Angelo Zubbani: «Abbiamo dato comunicazione - fa sapere l'assessore comunale al bilancio Giuseppina Andreazzoli - di non voler continuare il rapporto anche per il 2012; stiamo razionalizzando tutto, non potevamo lasciare attivo il contratto con le agenzie di rating...». Risparmio annuo per il comune apuano: 22 mila euro. Stessa cifra che il sindaco di Capannori Giorgio Del Ghingaro è indeciso se riaffidare, anche lui all'agenzia Fitch: «Il nostro - tiene a precisare - vuole essere un discorso legato alla trasparenza dei conti nei confronti dei nostri concittadini; se al momento del consuntivo 2012, dovessimo però verificare che non possiamo più permetterci una simile certificazione, non esiteremmo un attimo a dismettere tale contratto». Unica amministrazione in controtendenza, a dimostrare di non voler così facilmente liberarsi di una "certificazione terza" dello stato delle proprie finanze, quella pisana guidata da Marco FIlippeschi. Qua il rating, seppur a cadenza biennale, è affidato sempre per 22 mila euro all'agenzia Fitch: «Aldilà delle considerazioni che si possono fare sul ruolo delle agenzie di rating - spiega l'assessore al bilancio Giovanni Viale - una valutazione indipendente delle capacità di rimborsare i propri debiti, penso che possa continuare a rivelarsi uno strumento utile nei confronti di istituti di credito e fornitori. Nel caso dovessi ancora essere io, nel 2014, l'assessore al bilancio della nuova giunta comunale - sottolinea - la rinnoverei senz'altro».
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