Il Tirreno

Toscana

Passa a Firenze l’inchiesta sul sergente pedofilo

di Candida Virgone
Passa a Firenze l’inchiesta sul sergente pedofilo

La bimba era stata quasi ridotta in schiavitù. Il sergente americano arrestato la costringeva ad atti aberranti. Per lui ora c'è anche la corte marziale 

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PISA. Può una madre non accorgersi che la sua bambina di sette anni viene da tempo violata dal compagno, sotto il suo stesso tetto? La piccola è stata violentata brutalmente e ripetutamente dall’uomo e costretta a rapporti aberranti. L’uomo documentava tutto questo scempio con una grande quantità di foto in alcune delle quali compaiono anche i pitbull che l’uomo teneva con sé. Se lo sono chiesti gli inquirenti, i giornalisti, i lettori, come sia possibile non accorgersene e da quanto poteva andare avanti un film dell’orrore come questo, che sicuramente avrà segnato per sempre una povera creatura, a cui va il pensiero di chiunque abbia un’idea di cosa vuole dire essere genitore.

Man mano che passa il tempo, la cattura di un sergente portoricano di Camp Darby - Johnny il suo nome, 28 anni, da tre di stanza alla base americana di Tombolo - si accresce di nuovi particolari che fanno accapponare la pelle. L’uomo è stato arrestato venerdì scorso con l’accusa di violenza sessuale sulla bimba e di produzione di materiale pedopornografico per le foto messe su internet e proprio quest’ultima accusa e la contestazione di questo reato ha provocato il trasferimento dell’inchiesta che lo riguarda dalla procura di Pisa, dove è stata diretta dal pm Aldo Mantovani, a quella distrettuale di Firenze. E non è tutto: l’uomo, come militare dovrà comparire davanti alla corte marziale americana, per quanto, per tutti gli ospiti della base, gli Usa chiedano sempre la possibilità di giudizio nel loro Paese, che il ministero della giustizia accorda in ogni caso, senza eccezioni. Insomma un cielo denso di fosche nubi nel futuro del pedofilo, in questo momento al Don Bosco, in isolamento perché nelle carceri di tutto il mondo chi si macchia di certi reati rischia il linciaggio.

La piccola, ora in una località protetta fuori dalla Toscana, non si sa se senza o con la madre che ha detto di non aver mai saputo nulla, è apparsa plagiata, terrorizzata, quasi in uno stato di schiavitù. Solo così può spiegarsi il suo silenzio di fronte a tanto male.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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