Terremoto, la Toscana senza piani per l'emergenza
In molti comuni della nostra regione mancano i piani di evacuazione per l'emergenza terremoto. La Regione rimanda alle responsabilità dei sindaci. Solo nelle province di Lucca e Massa Carrara ci sono 2mila edifici a rischio crollo
di Carlo Bartoli
FIRENZE. La terra continua a tremare e la Toscana si scopre impreparata ad affrontare un’eventuale emergenza. D’accordo, la nostra regione, per fortuna, non è il Giappone, ma un piano da far scattare in caso di emergenza non c’è. O almeno, non c’è in gran parte dei comuni toscani.
A Firenze, ad esempio, un piano specifico non c’è, perché in città il cosiddetto rischio prevalente è quello idraulico, anche se le recenti esperienze con la neve dovrebbero consigliare tutti i sindaci a non farsi trovare impreparati. A Firenze, per restare al capoluogo, ogni edificio pubblico, da Palazzo Vecchio al palazzo di Giustizia alle scuole, ha il proprio piano di evacuazione che viene attuato dai singoli responsabili (nel caso delle scuole, ad esempio, dai presidi).
GLI EDIFICI A RISCHIO IN PROVINCIA DI... Arezzo - Firenze - Grosseto - Livorno - Lucca - Massa Carrara - Pisa - Pistoia - Prato - Siena
Anche in Regione le idee sono un po’ approssimative: è il sindaco, del resto, si fa notare, «la prima autorità di protezione civile che ha la responsabilità di vigilare e affrontare, con i mezzi di cui dispone, i primi momenti di difficoltà in cui si possono trovare i suoi cittadini». Ed è ciascun Comune a «elaborare il proprio piano di protezione civile in relazione ai rischi specifici». Insomma, se non ci pensa il sindaco, c’è sempre l’intramontabile fai-da-te, in attesa che la grande macchina del volontariato non si metta in moto per togliere le castagne dal fuoco.
FOTO Paura a Pontedera - Lucca - Livorno - Viareggio - Massa - Firenze - Pisa
Vanno un po’ meglio le cose sul fronte della messa in sicurezza degli immobili e in particolare dei cosiddetti edifici di importanza strategica e rilevante. Però, non basta pensare solo a scuole, chiese, ospedalie municipi. Ci sarebbe da intervenire anche sul patrimonio edilizio urbano, dato che una stima della Regione reputa che in caso di terremoto, in provincia di Lucca potrebbero crollare 1.509 edifici nei quali abitano 374mila persone e la stessa sorte potrebbe toccare a 375 palazzi che accolgono 197mila cittadini.
Per incentivare la realizzazione di edifici a prova di terremoto, la Regione ha messo a disposizione numerosi incentivi regionali promossi dal Settore Prevenzione sismica attraverso bandi pubblici rivolti esclusivamente agli enti locali visibili sul sito http://www.rete.toscana.it/sett/pta/sismica/index.shtml. Entro fine anno, inoltre, saranno definiti anche alcuni incentivi rivolti ai privati.
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