La manifestazione
«Offeso e schernito dalla donna arbitro, ma non l’ho toccata»
Matteo Bartorelli: «Non l'ho colpita e non l'ho offesa. Non capisco veramente il perché di questo atteggiamento. Sia i miei compagni che gli avversari hanno visto che non è successo niente»
«Non l'ho colpita e non l'ho offesa. Non capisco veramente il perché di questo atteggiamento. Sia i miei compagni che gli avversari hanno visto che non è successo niente». Così Matteo Bartorelli, il centrocampista livornese classe 1983 del Perignano accusato dall'arbitro, la ventiduenne Federica Cassiani di Pontremoli, di averla ripetutamente offesa e colpita con una testata durante il match di domenica del girone E di Seconda Categoria. Bartorelli, che giocava per la prima una partita di campionato con la maglia del Perignano, spiega la sua versione di quanto accaduto domenica pomeriggio sul campo del Tirrenia: «Sin dall'inizio del match, sia noi che i nostri avversari siamo stati offesi ripetutamente da questo arbitro, che ha tenuto da subito un atteggiamento indisponente - racconta il giocatore - nonostante la partita stesse filando via nella massima correttezza. La mia espulsione è arrivata quando vincevamo già 3-0».
Il fatto che ha scatenato il parapiglia è accaduto quando mancavano una manciata di minuti alla fine: «Io - prosegue Bartorelli - ho semplicemente detto all'arbitro di fischiare una punizione, e mi sono sentito rispondere sgarbatamente di stare zitto. Le ho fatto notare che non era il caso di scaldarsi, ma lei mi ha risposto tirando in causa mia sorella. A quel punto si è accesa la confusione, perché mia sorella ha appena subito un grave lutto (è la moglie di Davide Curcio, il pescatore morto in mare l'11 gennaio scorso). Sono rimasto sconcertato da quell'atteggiamento, ma quando anche i miei compagni le hanno fatto notare che stava sbagliando, lei ha risposto espellendomi». Adesso, per capire cosà succederà, è necessario attendere il responso del giudice sportivo, che si baserà sul referto abritrale.
Analoga la versione dei dirigenti della società perignanese, che subito dopo l'accaduto hanno contattato l'Aia: «Già da prima dell'inizio della partita - sottolineano i dirigenti - il direttore di gara ha tenuto un atteggiamento arrogante ed offensivo, sia con noi che con i nostri avversari. Poi dopo un quarto d'ora ha espulso il nostro guardalinee, mettendoci in difficoltà per poterlo sostituire. Ma sono successe anche altre cose che hanno contribuito ad avvelenare un clima sereno». Riguardo al presunto contatto dopo l'espulsione, anche i dirigenti avvalorano la tesi di Bartorelli: «Da bordo campo - proseguono - non abbiamo visto nessuna testata. Resta il fatto che non è possibile che un arbitro - donna o uomo che sia - gestisca una partita in questo modo». Adesso il Perignano, su consiglio dell'Aia stessa, farà un esposto in Federazione: «Vedremo quali saranno le decisioni del giudice sportivo. Ma faremo comunque presente nelle sedi competenti quello che è accaduto domenica».
La versione di Bartorelli è stata confermata in una lettera al nostro giornale da una testimone oculare, Francesca Riccioni: «Il giocatore non ha dato nessuna testata all’arbitro, anzi è stata lei ad offenderlo ripetutamente».
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