Il Tirreno

Toscana

E l’evasore diventò piromane

di Danilo D’Anna
E l’evasore diventò piromane

Doppio incendio al bagno della Guardia di finanza: forse una vendetta dopo un accertamento fiscale

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MARINA DI MASSA. Due incendi nel giro di quarantacinque giorni nello stabilimento balneare della Guardia di finanza di Massa Carrara, il Lido del finanziere. La stessa mano, ne sono convinte le fiamme gialle e ne sono convinti polizia e carabinieri che supportano i colleghi in questa indagine partita la sera del 20 gennaio, quando nel bagno di Ronchi furono distrutte una ventina di cabine e diverse sdraio.

L'altra sera in fumo altre diciotto cabine, quelle che si erano salvate. Gli inquirenti hanno un sospetto: a colpire è qualcuno che ha subito un accertamento pesante della Finanza, uno di quegli accertamenti che mettono in ginocchio i furbetti che si fingono nullatenenti per beffare il fisco. Da qui la vendetta.

Il sospetto è quello delle prime ore del primo incendio, quando furono effettuati dei controlli su una persona che rispondeva all'identikit che si erano immaginato le fiamme gialle comandate dal colonnello Giuseppe Autuori.

Controlli che però non portarono a nulla di concreto, anche se non scagionarono del tutto la persona sospettata. Dopo il secondo incendio si pensa a un mandante che con poche centinaia di euro ha convinto uno sbandato - probabilmente straniero - a dare fuoco al bagno degli odiati finanzieri.

Ma è il movente di questi due incendi a spaventare: il colpevole, non quello materiale ma l'ideatore della vendetta, se è arrivato a questi punti è perché non ha nulla da perdere. E potrebbe decidere di non finirla qui. Perché sul fatto che sia stata la stessa persona, in entrambe le occasioni, ad appiccare l'incendio non ci sono dubbi: identico il modus operandi, identica l'ora in cui si sono sprigionate le fiamme. Le 21: quando in giro, soprattutto in questo periodo, non c'è nessuno.

Ma è un piano elementare, troppo elementare per essere stato partorito da una mente eccelsa. Quindi si tratta di dilettanti, sia l'ideatore, sia l'esecutore.

Proprio per questo il procuratore capo Aldo Giubilaro ha escluso che dietro ai mandanti possa nascondersi la criminalità organizzata: «Basta vedere come hanno appiccato le fiamme per capire che c'è poco da preoccuparsi. Questo non vuol dire che abbasseremo la guardia, prenderemo il colpevole o i colpevoli ma non è un reato che deve provocare allarme sociale. Dà fastidio e per questo dobbiamo intervenire».

Il colonnello Autuori è amareggiato, ma non getta la spugna. Anzi, reagisce con un ovvio orgoglio: «Se pensano di fermarci - dice - si sbagliano di grosso. Continueremo a fare il nostro lavoro. E smaschereremo chi vuole truffare lo stato non pagando le tasse». Sull'indagine mostra convinzione: «Lo prendiamo. State tranquilli che lo prendiamo».

Resta però lo sconcerto per come qualcuno abbia potuto dare fuoco per ben due volte allo stabilimento balnerare della Finanza. Sconcerto che si affianca a quello provato dai massesi per la lunga scia di roghi che da luglio all'altra sera si stanno verificando in città con cadenza regolare. Tutti diversi gli uni dagli altri, tutti dolosi e tutti, almeno finora, senza un responsabile. Che sta succedendo ai piedi delle Apuane?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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