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Montaggio palchi: 11 operai al nero

Montaggio palchi: 11 operai al nero

Lavoravano tutti per una ditta che allestiva strutture per l’Estate lucchese

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LUCCA

Sono undici. Come i giocatori di una squadra di calcio. Ma si occupano di una materia ben più rischiosa: costruire palchi e strutture in ferro per eventi fieristici e concerti. In pratica, lo stesso tipo di mestiere in cui hanno perso la vita Matteo Armellini, l’operaio di 31 anni schiacciato due giorni fa mentre stava allestendo il palco per un concerto di Laura Pausini a Reggio Calabria, e Matteo Pinna, il triestino di 21 anni morto per 5 euro l’ora qualche mese fa mentre preparava il mega impianto del tour di Jovanotti.

Ebbene tutti e undici questi operai slavoravano al nero, in barba alle leggi e al rischio che corrono. Il titolare della ditta della Provincia di Lucca ma che è stata scoperta a Lucca mentre allestiva uno dei tanti eventi che animano l’estate lucchese – si è beccato una maximulta: oltre 40mila euro e un provvedimento di sospensione dell’attività. Buon per lui che i contributi arretrati erano bassi (si trattava solo del secondo giorno di lavoro) altrimenti il salasso sarebbe stato assai piu ingente.

È questo il caso più eclatante di un anno di indagini e controlli dell’ispettorato del lavoro di Lucca e dal comando provinciale dei carabinieri nel 2011. «Un caso come questo, con il 100% dei dipendenti al nero non capita tutti giorni – spiega la dottoressa Chiara Gabelloni, responsabile dell’area di vigilanza – Ma la situazione non è rosea. Circa la metà delle posizioni lavorative contrallate in questi dodici mesi presentano delle irregolarità».

L’occhio dell’ispettorato del lavoro di Lucca in questo ultimo periodo si sta concentrando proprio sulle imprese che montano e smontano palchi, tribune e altre strutture per eventi fieristici e concerti. L’input arriva dal ministero: «La direzione generale ci ha invitato a disporre controlli sistematici sulle attività di allestimento di strutture fisse e mobili – spiega Gabelloni – che risultano a rischio per lavoro irregolare e infortuni».

I fatti di cronaca di questi ultimi mesi lo testimoniano. «Purtroppo i lavoratori a nero oltre a non essere tutelati in caso di infortunio sono anche più sottoposti ai rischi perché non hanno ricevuto alcun tipo di formazione. Spesso, sono persone che senza aver mai lavorato insieme cominciano a montare e smontare tubi in ferro e strutture che pesano tonnellate». Per questo le ispezioni su queste aziende continueranno in maniera serrata nei prossimi giorni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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