Attenzione
Misericordie in crisi tra licenziamenti e polemiche interne
A Pisa 24 in mobilità, a Viareggio sei in cassa integrazione. E oggi è scontro all’assemblea nazionale di Firenze
Ventiquattro licenziamenti a Pisa, sei persone in cassa integrazione a Viareggio, dove verranno anche chiuse due case famiglia e non rinnovata una ventina di contratti a termine, e una polemica violenta che agita le acque dell’assemblea nazionale in programma oggi e domani a Firenze.
Sta diventando davvero difficile la situazione delle misericordie, istituzioni radicate in tutto il territorio nazionale e specialmente in Toscana, dove da tempo molte confraternite devono fare i conti con la crisi economica. Una crisi esplosa in tutta la sua gravità a Pisa, dove la Misericordia, commissariata dopo la scoperta di un buco milionario nei bilanci (si parla di cifre tra i 7 e i 15 milioni), ha annunciato che 24 dei 71 dipendenti saranno messi in mobilità a zero ore, mentre sono previste anche 17 casse integrazioni a rotazione tra gli altri dipendenti . E così, mentre il commissario, il commercialista Stefano Ragghianti, spiega che «la Misericordia è un’associazione di volontariato e non si può pensare di svolgere tutti i servizi con personale retribuito», i Cobas attaccano, chiedendo se l’arcivescovado e la confraternita «siano disposti o meno a vendere i loro gioielli di famiglia per salvare l’occupazione».
Anche a Viareggio, dove la Misericordia è sempre stata considerata, oltre che un’istituzione benemerita ed efficace, una vera propria potenza economica, tanto che possiede persino una televisione privata, i tempi sembrano essere cambiati. E’ stato infatti firmato con i sindacati l’accordo per la cassa integrazione di sei dipendenti della Comise, Cooperativa servizi Misericordia, mentre alle altre coop cui sono stati tagliati i servizi si parla già di esuberi. Intanto si sono dovute chiudere due case famiglia che accoglievano i minori, che sono stati trasferiti ad altri istituti, con tutti i problemi che questo comporta , mentre non sono stati rinnovati una ventina di contratti a termine, tra i quali quelli degli addetti al centralino.
Insomma, tempi duri, cui si aggiungono i problemi all’interno della Confraternita delle Misericordie di Italia. Oggi e domani a Firenze è stata convocata l’assemblea nazionale per sancire la rinnovata unità, ma l’assise rischia di segnare l’ennesima frattura, già arrivata anche sul web, fino a possibili ricorsi al tribunale. All’ordine del giorno c’è l’approvazione del nuovo Statuto prima dell’Assemblea elettiva convocata per il 23 e 24 giugno a Roma. Di certo la convocazione è «nulla» per il presidente del Collegio dei probiviri Paolo Bechi che, dopo aver esaminato il ricorso di una consigliera nazionale, Anna Rita Casini, ha chiesto a Roberto Trucchi, presidente (facente funzioni) della Confederazione, di bloccare l’assemblea. Trucchi, invece, va avanti forte anche delle parole della Conferenza episcopale toscana che non solo ha invitato tutti a partecipare ma ha detto che «chi non lo farà» si renderà responsabile «di una ferita alla comunione ecclesiale».
La maggioranza delle associazioni avrebbe annunciato la propria presenza e l’unica incognita oggi sembra essere il rischio neve che potrebbe rendere difficile l’arrivo a Firenze di una parte dei delegati.
La frattura nell’associazione va avanti da anni e aveva raggiunto il culmine con l’uscita dall’organizzazione nazionale della Misericordia di Firenze, la più antica (nacque nel 1244). Altre la seguirono contestando il meccanismo di voto e la mancanza di un’organizzazione territoriale.
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