Il Tirreno

Il ritorno di Capossela con un disco che fa politica

di Luca Trambusti
Il ritorno di Capossela con un disco che fa politica

Il cantaturore: «Tredici canzoni urgenti contro le ingiustizie della società»

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«Sono canzoni scritte, prodotte e registrate nel corso dell’ultimo anno, in questo tempo di dubbio e di distanza, di fine del mondo servita al ritmo di un allarme al giorno, a partire dal 24 Febbraio scorso, da quando si è presa consapevolezza che il tempo per rimandare le questioni urgenti non è illimitato e reclama la nostra piena appartenenza al presente». Così Vinicio Capossela parla del suo nuovo disco: “Tredici canzoni urgenti”, in uscita venerdì. «Sono diretta conseguenza del momento storico che stiamo vivendo, momento che faccio partire dall’osceno plauso in Senato alla bocciatura del progetto di legge contro i reati di odio e discriminazione razziale (ottobre 2021).

Momento storico in cui diritti costantemente elusi, ma permanenti nella loro urgenza di soluzione, dallo ius soli al diritto di scegliere il fine vita, rimangono privi di un riconoscimento». La nuova fatica del cantautore è nata dalla sua necessità di raccontare, di condividere osservazioni di questo mondo, di questa società. Capossela si “scaglia” contro il capitalismo/consumismo, contro la guerra, contro la violenza sulle donne. È un esplicito grido di denuncia, un’osservazione del vuoto di questa società, della mancanza di riferimenti anche politici.

In sostanza “Tredici canzoni urgenti” è il lavoro più politico della carriera di Capossela che dice: «È un disco che risponde all’atomizzazione della società all’individualismo che è ciò che genera fatalismo e disunione, vera emergenza nella politica e nella geopolitica». Anche lui trova una mancanza di riferimenti nell’attuale panorama politico. «Soffro la crisi di rappresentanza. Sono anni che voto contro qualcuno e non per una causa, un progetto. Spero che Elly Schlein porti quella rottura attesa da tempo, quell’attesa in cui qualcuno dica una cosa di sinistra».

Capossela si schiera apertamente, racconta abbandonando le metafore del precedente disco. «In ”Bestiario d’amore” l’immaginario medievale era un momento di metafora. Le allegorie medievali erano piene di riferimenti al presente. Ora la società non ha bisogno di metafore per essere raccontata». Questa volta i riferimenti sono altri: sono Ludovico Ariosto e Bertold Brecht.

“Tredici canzoni urgenti” è un disco, pur nella sua urgenza, composito e arricchito da parecchi ospiti: le cantanti Mara Redeghieri e Margherita Vicari, Bunna, Sir Oliver Skardy e Raiz). Soprattutto, è un album suonato, con illustri musicisti italiani e stranieri che portano il loro contributo.
 

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