Il Tirreno

Attesa per Sorrentino nei Golden Globes travolti dalle polemiche

Il regista Paolo Sorrentino
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Il regista Paolo Sorrentino

Niente diretta, star e tappeto rosso: organizzatori nel mirino In concorso “È stata la mano di Dio”. Duello con Almodovar

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NEW YORK I Golden Globes che, a torto o a ragione, sono considerati un barometro degli Oscar, si svolgeranno oggi al Beverly Hills Hotel con gli annunci dei vincitori – Paolo Sorrentino è in corsa con “È stata la Mano di Dio” – sui social della Hollywood Foreign Press, l’associazione dei giornalisti nella mecca del cinema finita all’indice di star e studi dopo un’inchiesta al vetriolo del “Los Angeles Times”. Vigilia tra le polemiche dunque: niente tappeto rosso e niente streaming dopo che in maggio la Nbc, che pagava 60 milioni di dollari di diritti all’anno per i diritti sulla diretta, sospeso la diretta dopo le accuse lanciate alla vigilia dell’edizione 2021 contro l’associazione. Imputata di uno dei “peccati mortali” di questi tempi a Hollywood e cioè assenza di inclusione. Al suo interno, aveva scoperto il Los Angeles Times, non c’era un solo giornalista nero. Sarebbero stati gli organizzatori a decidere il basso profilo. Polemiche a parte, resta l’attesa per l’esito del voto anche se i premi sono attribuiti da un centinaio di giornalisti di spettacolo. Le candidature includono tra i film drammatici il memoir di Kenneth Branagh “Belfast” e “Il Potere del Cane” (sette candidature a testa) di Jane Campion seguiti da “King Richard” con Will Smith, mentre per la sezione commedia-musical hanno attirato attenzione il remake di “West Side Story” di Steven Spielberg, la satira apocalittica di Adam McKay “Don’t Look Up” per cui è in corsa anche Leonardo di Caprio come miglior attore e “Licorice Pizza” di Paul Thomas Anderson che vede candidato Cooper Hoffman, il figlio 18enne di Philip Seymour Hoffman.

L’assenza di diversità tra i giurati si era vista nelle scelte passate e quest’anno ci sono stati piccoli miglioramenti: due donne sono in corsa per miglior regista – la Campion e Maggie Gyllenhaal per “La figlia perduta”, mentre tre afro-americani si contenderanno il premio per il miglior attore: Will Smith di “King Richard”, Denzel Washington per “The Tragedy of Macbeth” e and Mahershala Ali di “Swan Song”. Sorrentino se la dovrà vedere contro “Madres Paralelas” di Pedro Almodovar, “Un eroe” dell’iraniano Asghar Farhadi, “Drive My Car”, tratto da un racconto di Haruki Murakami, del giapponese Ryusuke Hamaguchi e “Compartment N. 6” del finlandese Juho Kuosmanen. C’è anche “Luca” nella categoria film di animazione: la produzione Disney Pixar è firmata da Enrico Casarosa. Sul fronte della tv domina “Succession” di Hbo con le ultime due puntate della terza stagione girate in Toscana (cinque candidature per un totale di 15 del servizio in streaming) , seguita da “Ted Lasso” e “Morning Show” di Apple Tv. Ma è Netflix che ha fatto da mattatore grazie alla serie sudcoreana “Squid Game” oltre a “Potere del Cane” e “Don’t Look Up” per un totale di 17 nominations solo per i film.

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di Redazione web