Il Tirreno

E i vip italiani propongono una protezione anche dai social

Fabio Canessa
Cristina Pedersoli, figlia di Bud Spencer e il regista Roan Johnson
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Cristina Pedersoli, figlia di Bud Spencer e il regista Roan Johnson

Il regista Roan Johnson: «L’attore americano ha ragione». La figlia di Bud Spencer: «Mio padre ci ha sempre difesi»

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Roan Johnson la pensa come George Clooney. Non è solo perché il regista della serie Sky del BarLume è nato a Londra, anche se poi è diventato pisano di adozione. È che ritiene necessario «tutelare i bambini, sempre e comunque». Così la pensava anche Bud Spencer, nome americano, carriera quasi completamente americana, ma radici italianissime. Lo conferma la figlia è Cristiana Pedersoli: «Mio padre ha fatto di tutto per proteggerci, per tenerci lontani dai riflettori».I figli delle celebrità vengono spesso invidiati. Si pensa a come sarebbe bello avere genitori famosi e vedere girare per casa attori, cantanti, registi e calciatori di serie A. Ma i genitori importanti possono diventare ingombranti. Se poi ci si mettono anche i paparazzi e i social, i rischi di un’adolescenza ingolfata si moltiplicano.

ROAN JOHNSON

Ne è convinto il regista Roan Johnson, padre di due bambini di 5 e 8 anni: «Dietro l’ovvio privilegio di avere genitori famosi si nascondono le premesse di una condizione molto difficile». Il regista precisa che non si riferisce ai propri figli: «Non credo che questa considerazione valga per loro che per fortuna, abitando a Pisa, sono al di fuori del clamore del jet set. Penso a molte situazioni che ho osservato nel caso di attori molto noti con i quali ho lavorato: quando arriva una famiglia, nelle situazioni normali si fa festa ai bambini, sono loro a ricevere i complimenti, a essere vezzeggiati. Invece inquei casi l’attenzione viene completamente risucchiata dall’attore e i figli bambini non li considera nessuno, finiscono in un cono d’ombra che non è naturale e alla lunga può rivelarsi angosciante per la loro crescita. Avevo l’impressione di assistere a una scena strana e capisco che la questione sia molto delicata e difficilissima da gestire da parte di genitori di grande notorietà».

George Clooney, però, sembra schierarsi per garantire ai figli dei vip quel cono d’ombra che, secondo lui, li tutela.«Non posso che essere d’accordo con lui, naturalmente, perché i minori vanno tutelati sempre e comunque: non hanno scelta e, soprattutto adesso con la rete, le loro immagini possono finire un po’ ovunque. Noi evitiamo perfino di postare sui social le foto dei nostri figli. I figli di Clooney poi rischierebbero davvero una vita infernale. Però, noto una grossa contraddizione tra l’intervento sacrosanto di Clooney e i nostri tempi». Infatti - prosegue il regista - con il dominio dei social «tutti vogliono essere sotto i riflettori fin dalla più tenera età: impazzano foto e video di persone comuni che sembrano comportarsi da vip, informandoci di tutto quello che fanno, filmandosi e fotografandosi di continuo. E anche i vip non si comportano diversamente». Così, però, Clooney sembrerebbe un po’ ipocrita. «Assolutamente no. È invece sincero ed è giusto quello che afferma, perché lui davvero vorrebbe essere il meno famoso possibile. Perché è di un’altra epoca rispetto a questa e la sua generazione ha ancora valori che oggi sono trascurati. Io la penso come lui e sostengo addirittura che ci dovrebbero essere leggi per limitare il coinvolgimento dei minori nella sarabanda dei social».

Non una maggioranza nel mondo dello spettacoloa pensarla così. «Non lo so, però ci sono, proprio in questi giorni, due documentari che consiglio a tutti di vedere: uno su Tiziano Ferro, che confessa di essere andato a vivere a Los Angeles perché là non lo riconoscono e lui può vivere in pace senza il frastuono della popolarità, e l’altro su Britney Spears, che fa capire bene, ancor più delle parole di Clooney, quanto i riflettori possano sconvolgere la tua vita».

CRISTINA PEDERSOLI

Al contrario di Britney Spears, chi non ha avuto la vita sconvolta dai riflettori è Cristiana Pedersoli, la figlia di Bud Spencer, uno degli attori più famosi, popolari e amati dal pubblico di tutte le età dell’ultimo mezzo secolo. Per di più Cristiana è anche nipote, per parte materna, di Peppino Amato, uno dei più importanti produttori della storia del cinema italiano. Eppure, come il fratello Giuseppe e la sorella Diamy, ha trascorso una vita lontano dai flash e dalla ribalta. «Clooney ha perfettamente ragione: spesso i figli dei personaggi famosi sono preda di giornalisti e fotografi in cerca di scoop, di qualsiasi tipo e a qualsiasi prezzo. Per fortuna papà Bud ci ha sempre molto protetto, non ha mai voluto che la sua vita privata finisse sui giornali e tantomeno noi figli». Nel libro "Bud, un gigante per papà" Cristina racconta anche questo aspetto del rapporto fra padre e figli. «Noi non siamo mai apparsi sui giornali finché mio padre era vivo. Subito dopo siamo voluti apparire in pubblico per tutti gli eventi belli e le commemorazioni che, non solo in Italia ma in ogni parte del mondo, organizzano in suo nome». Ma con papà in vita sempre "protetti", senza per questo soffrire di restare nell’ombra. «Abbiamo vissuto la grande notorietà di nostro padre in modo riservato, ma mai con dispiacere. Anzi, è stata una nota di orgoglio con cui abbiamo accettato il suo nome e la sua presenza. Oggi - ribadisce Cristina Perdersoli - ogni volta che presento il mio libro o presenzio a qualche manifestazione per papà Bud, quell’affetto e quella popolarità si riversano su noi figli. Le gentilezze verso di noi sono la conseguenza di quelle verso di lui. E ogni volta è un momento gioioso, in cui siamo orgogliosi e felici di essere figli di nostro padre».© RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web