Gioco
Il dolce naufragar di Monica Guerritore nel “divino” inferno
Dante, Pasolini e Leopardi uniti dalle intuizioni dell’attrice Il recital di scena alla Fortezza di Santa Barbara a Pistoia
Questa sera, sabato 24 luglio, alle 21 nell’ambito della rassegna estiva Spazi Aperti promossa dell’Associazione Teatrale Pistoiese, è di scena alla Fortezza medicea di Santa Barbara Monica Guerritore. L’attrice riallaccia i fili del suo intervento che nel 2015 aprì le Giornate della Lingua italiana, promosse dall’Accademia della Crusca alla Sapienza di Roma e che ora, nel quadro delle celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante, prende la forma di un vero recital col titolo “Dall’inferno all’infinito”. «Come altri miei spettacoli – spiega Guerritore – non ho mai messo in scena lavori “finiti”. Forse per rispetto, per timore, la mia intuizione vivida e precisa da subito ha avuto bisogno di praticare dal di dentro il lavoro per poterlo poi nelle repliche, nel pensiero, modificarlo, impastarlo, sformarlo fino a renderlo simile se non uguale alla mia intuizione originaria. Il viaggio di Dante nella notte tra il 7 e l’8 aprile del ’300 mi ha trascinato in un volo ininterrotto di apparizioni e suggestioni mentali che non potevano esaurirsi nelle sue immagini. Portavano con sé archetipi simili, assonanti e musiche e sensazioni che piano piano sono diventate viaggio interiore e che ancora non sono esaurite».
L’esplorazione di Monica avvolge un nastro che combina le terzine dell’Inferno (Virgilio, Beatrice, Paolo e Francesca, il Conte Ugolino, l’uscita dall’ultimo girone in vista del Purgatorio) con pagine di Pasolini (la supplica alla madre), Elsa Morante ( “Menzogna e sortilegio”), Victor Hugo ( “Pathmo”), Cesare Pavese ( “Ultimo scritto”) per finire con le “Cento Quartine” di Patrizia Valduga e con “L’infinito” di Leopardi.
A frastagliare la voce di Guerritore sono le musiche di Giya Kancheli, Alberto Iglesias, Ryuichi Sakamoto, Samuel Barber, Amalia Rodriguez, Eleni Karaindrou, Craig Armstrong più brani desunti dalla tradizione indiana. «Nella mia intenzione – conclude l’attrice – il desiderio forte di sradicare parole, testi, versi altissimi dalla loro collocazione conosciuta per restituirgli un senso originario e potente, sicura che la forza delle parole di Dante, togliendole dal canto e dalla storia, ci avrebbe condotto all’interno delle zone più dense, oscure e magnifiche dell’animo umano. Col cuore e con la testa, e alla fine “naufragar m’è dolce in questo mare e quindi uscimmo a riveder le stelle”. Forse». Biglietti ancora disponibili. Info 0573 991609. —
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