Amiata, 30mila schedine del Lotto conservate per 32 anni: Vittorio ora sogna il Guinness dei primati
Da Castel del Piano alla sfida per un primato mai certificato: Mastro Vittorio, 87 anni, conserva ricevute di Lotto e Superenalotto da oltre tre decenni. E nella sua storia ci sono anche un gigantesco girasole e un indimenticabile incontro con Anna Magnani
GROSSETO. Mastro Vittorio, come lo conoscono a Castel del Piano, sull’Amiata, al secolo Vittorio Verubi, ha deciso di bussare alla porta del Guinness dei primati. Con un’idea assai insolita. Mettere insieme le 30mila schedine accumulate in 32 anni di vita.
Chi è
Vittorio nasce nel 1939 a Roma nel quartiere Ponte Mammolo, in zona carceri di Rebibbia, un quartiere che prende il nome dal ponte romano del V secolo, un quartiere ieri come oggi di frontiera. Durante i devastanti bombardamenti del quartiere San Lorenzo a Roma del luglio del 1943 Vittorio ha 4 anni ed è in questa occasione che dalla paura perde l’uso di quattro consonanti: s, z, c, g.
Il sogno
Vittorio è simpatico e cordiale, regge bene la conversazione, che soprattutto riguarda il racconto delle sue esperienze. Vittorio ha un sogno, entrare nel Guinness dei primati e per questo nel gennaio del 2026 ha scritto alla società “La Mondo Records” che ha sede a Milano per sottoporle il suo primato che ritiene unico e originale. Da 32 anni conserva la sua collezione di tutte le ricevute giocate al Lotto e Superenalotto arrivando ad averne ben trentamila. Tutte conservate anno per anno con indicati data e numero delle ricevute. Una paziente passione verso un gioco che rappresenta la tradizione italiana, un gioco semplice, che muove ansia e aspettative nell’attesa e nel momento dell’estrazione.
Il record
Di sicuro un record se pensiamo che tutte assieme raggiungono 32 chilogrammi. Ancora non gli hanno fatto sapere nulla, ma lui ci spera. Vittorio racconta che in questi anni ha fatto anche delle piccole vincite, ma si sono smarrite in “bisbocciate” con gli amici. I suoi numeri preferiti ce li confida: 19, 29, 39, 21, 71, un intreccio fra date di nascita, giorni particolari, morti che appaiono in sogno.
Vittorio aveva anche da segnalare un altro primato ma purtroppo lo ha perso. Aveva coltivato, con l’amore che si può riservare a un figlio, un girasole. Un gigantesco girasole, che aveva raggiunto l’altezza di 4,67 metri e che gli trasmetteva vitalità e gioia positiva. Voleva portarlo a 5 metri ma purtroppo il cambiamento climatico di questa estate ha seccato la pianta.
Vittorio ha anche una storia che sa emozionarti. Correva l’anno 1943 e in borgata Setteville cercavano un bambino per una parte con la grande Anna Magnani. Doveva recitare come il figlio della Magnani, la sua seconda madre come la ricorda Vittorio. La Magnani per un giorno lo tiene in braccio, lo bacia, lo coccola, gli parla da mamma. È un ricordo questo per Vittorio che ancora oggi è vivo è presente nella sua mente.
La storia (e le curiosità)
Nel 1973 decise di andarla a trovare, comprò dei fiori, ma non ne fece di nulla: la grande attrice combatteva con un tumore e proprio quel giorno si spegneva in una clinica romana. Del film in questione Vittorio non sa dire quale sia stato l’esito. Vittorio ricorda anche che durante le visite che la Magnani faceva nelle borgate romane un giorno andò a trovarlo, chiese della sua famiglia in un negozio ma il proprietario, da poco insediatosi, non seppe darle nessuna indicazione. Vittorio la notò che tornava verso la sua macchina, ma non trovò il coraggio di farsi avanti.
Della Magnani Vittorio ha ancora oggi un ricordo vivo e presente e ci confida che ogni volta che vede i suoi film i suoi occhi si riempiono di lacrime. Nel 2000 Vittorio si trasferisce a Castel del Piano e oggi vive da pensionato, pur essendo senza pensione; si dedica alla raccolta dei frutti di bosco per confezionare deliziose marmellate: castagne, mirtilli, lamponi, more e fragoline sono le sue raccolte. È il suo passatempo, trascorre le giornate nei boschi, coniugando così ecologia, cultura ed economia, dando valore a una tradizione che sembrava smarrirsi.
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