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Estate 2026
La storia

Franca Paperi è la “regina del neccio”: ne ha cucinati quasi un milione – La sua ricetta

di Carlo Bardini

	Franca Paperi
Franca Paperi

A Popiglio, sulla Montagna pistoiese, la Misericordia le ha assegnato un titolo speciale per una tradizione che porta avanti da decenni, sempre con la sua ricetta “a occhio”

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PISTOIA. Se qualcuno prova a chiedere quanti ne ha fatti nel corso della sua vita, nessuno sa rispondere. Ma chi la conosce da anni è pronto a scommettere che saranno circa un milione. Fatto sta che Franca Paperi, da pochi giorni è stata incoronata “Regina del neccio” dalla Misericordia di Popiglio durante la “Festa del volontariato”.

Popiglio è un piccolo paese della Montagna pistoiese, nel Comune di San Marcello-Piteglio. Qui i necci, che sono paragonabili a cialde sottili o una piccola crespella a base di farina di castagne, acqua e un pizzico di sale, sono di casa, come del resto nelle altre frazioni del territorio. Tutti li conoscono, li mangiano forti di una tradizione atavica. Ma per nonna Franca, cucinare i necci è stata da sempre una passione molto forte. Non a caso, come abbiamo accennato, l'associazione di volontariato guidata da Diego Nardini, l'ha addirittura incoronata con un “serto” del tutto originale. E noi, curiosi di conoscere questa signora, siamo stati a casa sua a trovarla. Perché ancora non è stato detto, ma Franca, oltre al record di necci cucinati, detiene un altro tipo di record.

Il prossimo 14 ottobre compie 100 anni. Sua figlia Albarosa ci fa entrare in casa. Franca è stata avvertita della visita e si tiene pronta, emozionata quasi come uno studente sotto esame. L'occhio arzillo, seduta sulla sua comoda sedia ci accoglie con una gentilezza singolare ed una educazione di altri tempi. Noi confessiamo subito che la troviamo in perfetta forma e lei senza batter ciglio è arguta nel risponderci «è segno che c'è chi mi ha tenuto bene». «Non mi posso ricordare il numero dei necci che ho cucinato-ci racconta-ma so che quando erano da fare non mi sono mai tirata indietro. Ne ho fatti tanti e poi tanti».

Ogni volta che in famiglia o nelle associazioni, il menù prevedeva questo alimento, dietro ai fornelli c'era nonna Franca. «Li ha sempre fatti lei-ci racconta anche il presidente della Misericordia locale Diego Nardini-e che ricordo io c'era sempre la Franca ad impastare la farina dolce. Feste dell'Unità, della Misericordia, della squadra dei cacciatori e molte altre».

Anche perché, da quanto ci viene detto, nessuno li fa buoni come lei. Ed è per questo che cerchiamo di carpirne la giusta ricetta. «Ah ma io non peso mica gli ingredienti-prosegue a raccontarci-vado ad occhio, fino a quando non ottengo una giusta densità del composto». Le varianti, come l'uso del latte per sciogliere la farina dolce, Franca non lo contempla. La ricetta è classica. Farina dolce, acqua e sale. «Ma anche in casa nella nostra famiglia-precisa la figlia Albarosa-continua a farli lei. Non vuole assolutamente cedere lo scettro. Ma in effetti li fa buoni e a noi va bene». Franca è una donna in gamba. Contribuisce ad aiutare in casa. Si sposò con Leo Nesti, ha avuto una figlia e ha fatto diversi lavori nel corso della vita, come ad esempio tenuto un negozio di scarpe per conto del fratello, la sarta, la contadina e molto altro. «Non mi riesce stare ferma-racconta orgogliosa-e finché posso aiutare mi piace fare qualcosa. Stiro i panni, rammendo ed altre piccole faccende».

Anche la nipote Arianna gode del contributo di nonna Franca. E quando la nipote è al lavoro, l'anziana signora esce di casa, attraversa la strada e va in casa della nipote a dare una mano. Naturalmente nonna Franca non ha bisogno degli occhiali. «Uso solo le forme per cuocere i necci (sono piastre tonde di ferro con manici nda) e non i testi (formelle di terracotta che si mettono sul camino intervallate anche da foglie di castagno nda) perché è più facile, ma mi vengono buoni lo stesso. Li faccio con la ricotta, con lo stracchino ed anche incarnati (lei lo chiama neccino nda)». Poi, stranamente, perché è una innovazione degli ultimi anni, Franca confessa che «i necci li mangio anche con la nutella».

Ora dobbiamo solo aspettare la farina dolce nuova, quella che verrà, per farci invitare a casa di Franca Paperi e degustare la sua specialità. 


 

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