Il Tirreno

Il Tirreno estate 2024
L’intervista

Loredana Bertè: «Io ribelle e innamorata della Versilia, vi racconto le mie serate in Bussola»

di Sabrina Chiellini

	Loredana Bertè
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Loredana Bertè

La sua vita raccontata nei testi e i progetti in cantiere: primo fra tutti quello di «fare nuova musica»

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Ribelle. Ma anche con una forza femminile non comune, capace di guardare avanti con determinazione anche dopo momenti difficili. Sono cinquant’anni che Loredana Bertè naviga tra le onde e i venti della scena artistica. Non è da tutti. Nella serata di mercoledì 7 agosto è salita salita sul palcoscenico del Gran Teatro all’Aperto di Torre del Lago. Per raccontare tutte le sue mille vite è uscita “Ribelle” una raccolta in 3 Cd, 2 Lp e in digitale con 57 brani e tra questi anche “Pazza”, presentato a Sanremo. Il tour estivo rispecchia in tutto e per tutto la poliedrica artista: un inno alla libertà, uno show porta in scena tutto il mondo dell’artista e la sua carriera. Da “Non sono una signora” a “Dedicato”, da “Non ti dico no” a “Pazza”, per un concerto con interpretazioni ricche di energia e rara intensità. Pop e rock, blues e reggae. Infine una nuova collaborazione, “Bestiale”, il singolo con la band degli Eiffel 65. Loredana, 73 anni, sul palco è accompagnata da Ivano Zanotti alla batteria, Stefano Cerisoli e Marco Grasselli alle chitarre, Alberto Linari alle tastiere, Pierluigi Mingotti al basso, ai cori Annastella Camporeale e come sempre la special guest Aida Cooper.

Ribelle. Da dove nasce questo titolo? Racchiude l’essenza della sua vita?

«Ribelle è una parola che mi ha accompagnato in tutta la mia vita, ho scelto proprio io il titolo della raccolta che ha dato poi nome anche al tour estivo. La ribellione va sempre coltivata, oggi più che mai quando tanti diritti da tempo conquistati sono di nuovo messi in discussione».

È noto il suo legame con la Versilia, quale è il ricordo a cui tiene di più?

«Alla Bussola insieme a Mimì ho visto tre sere Mina, poi lì ho cantato anche io, la Versilia è sempre nel mio cuore e quando torno ritrovo sempre amici e amiche, non può mancare nei miei tour».

Cosa rappresenta per lei la canzone “Pazza”? Quanto si riconosce nel testo?

«Tante volte mi son sentita dire in modo serio o ironico sei pazza, è un testo autobiografico e nello stesso tempo universale che il pubblico ha subito amato dalla prima sera al Festival di Sanremo. Pazza per me fa rima con libertà, quella di essere se stessi, non bisogna mai vergognarsi di essere quello che si è».

Cinquant’anni di carriera discografica, un bellissimo traguardo. Quale è il successo a cui è più legata? Cosa invece non rifarebbe?

«La mia discografia è una Treccani, rifarei tutto: perché faccio musica solo quando ho qualcosa da dire. Sono legata a tutte le mie canzoni, non posso sceglierne una perché non avendo avuto figli sono loro le mie figlie, tutto quello che lascio in eredità».

Sarà ancora coach in tv a The Voice? Quanto sono importanti i talent?

«The Voice è un talent unico nel suo genere, soprattutto nella versione Senior e Kids, sicuramente torno, c’è un team con cui mi trovo molto bene, a partire da Antonella Clerici. I talent sono importanti per iniziare poi il talento ha bisogno di testa e disciplina per costruire una carriera che duri nel tempo».

Progetti dopo il tour?

«Impegni televisivi con The Voice sicuramente. Poi sto lavorando per uscire con un album di inediti, ho voglia di fare nuova musica».


 

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