Il Tirreno

Il grande evento

Puccini e il maestro Muti: è magia dalle Mura di Lucca

di Luca Cinotti

	Il maestro Riccardo Muti con la soprano Eleonora Buratto (foto di Fiorenzo Sernacchioli)
Il maestro Riccardo Muti con la soprano Eleonora Buratto (foto di Fiorenzo Sernacchioli)

Seimila spettatori per l’appuntamento in mondovisione: in platea, tra gli altri, il ministro Sangiuliano e Dustin Hoffman

28 giugno 2024
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LUCCA. Giacomo Puccini e Riccardo Muti come Mick Jagger e Keith Richards: stesso luogo, gli spalti sotto le Mura rinascimentali di Lucca, stesso calore (con le dovute proporzioni) da parte del pubblico. Le celebrazioni per i 100 anni dalla morte del compositore hanno vissuto nella sera del 28 giugno il loro momento più alto, con il concerto “Puccini secondo Muti”: in oltre 6mila persone sono arrivate sull’ex campo Balilla, il luogo dei grandi show del Summer Festival, per assistere a un evento ripreso dalla Rai e trasmesso in mondovisione. D’altra parte Puccini è uno dei compositori più rappresentati del pianeta ed è anche il più “pop” tra gli esponenti della cosiddetta musica colta. I suoi estimatori hanno potuto assistere ieri a uno spettacolo sontuoso, impreziosito dalla cornice monumentale e valorizzato dalle riprese dall’alto con i droni.

«Tutti conoscono Puccini – ha detto Muti, intervistato sul palco da Serena Autieri –. Era un grande orchestratore: chi prende una sua partitura si accorge che era meticolosissimo nelle sue indicazioni». Poi, una punzecchiatura ai cantanti che si mettono prima dell’opera che interpretano: «C’è chi tiene una nota tre ore e il pubblico viene colpito da questo. Ma bisogna trovare la capacità di esprimersi rispettando il suo rigore». E sull’uomo: «Era un uomo che amava la vita, in tutte le sue espressioni. E se non l’avesse amata, non avrebbe scritto quello che ha scritto».

Il concerto

Muti si era preparato con meticoloso scrupolo al concerto. Nella sua casa di Ravenna, armato di pianoforte e partiture ha lavorato per settimane all’orchestrazione andata in scena. Un rapporto, quello tra i due Maestri, che potrebbe avere anche ulteriori sviluppi: Muti ha detto di voler mettere in scena «quel capolavoro che è la Fanciulla del west, prima di tirare le cuoia...». Ai suoi ordini un’orchestra in formato extralarge: 123 musicisti, tutti provenienti dall’orchestra giovanile Luigi Cherubini, fondata proprio dal maestro. E sempre il direttore d’orchestra ha scelto personalmente i sei cantanti, fra i maggiori a livello internazionale: i soprani Eleonora Buratto, Lidia Fridman, Mariangela Sicilia e i tenori Luciano Ganci, Dmitry Korchak e Francesco Meli.

Il programma e chi c’era

Sono stati loro a dare voce e anima al programma: una scaletta compressa nell’ora e 40 della diretta televisiva, ma che ha contenuto alcune (non tutte) delle arie più famose di Puccini: da Un bel dì vedremo (Madama Butterfly) fino a E lucean le stelle (Tosca) passando da Bohème, Tosca, Fanciulla del West, Suor Angelica, Turandot.
Evento dal grande valore artistico. Ma anche importante appuntamento mondano. E così sulle seggioline davanti alle Mura e negli “sky box” sopra la passeggiata del monumento si sono seduti anche nomi famosi della politica e dello spettacolo. A cominciare da Dustin Hoffman: l’attore si trova a Lucca per completare le riprese del film di Peter Greenaway e nonostante sia stato impegnato fino al tardo pomeriggio sul set non ha voluto mancare l’appuntamento con l’opera, accompagnato proprio dal regista britannico.

In platea presenti anche i vertici del ministero della Cultura, che ha organizzato il concerto: c’erano il ministro Gennaro Sangiuliano e il sottosegretario Gianmarco Mazzi, uno dei “motori occulti” delle celebrazioni pucciniane. Presente anche il presidente della Corte costituzionale Augusto Barbera, appassionato di lirica. Non è mancato il lucchese Marcello Pera, già presidente del Senato e attualmente parlamentare nelle fila di Fratelli d’Italia. Quello diretto di Muti è stato un concerto che ha messo tutti d’accordo, al contrario di quanto avvenuto quasi un anno fa, con l’evento di apertura delle celebrazioni pucciniane affidato alla bacchetta di Beatrice Venezi che inserì al termine della scaletta l’esecuzione dell’Inno a Roma, composizione minore di Puccini che era entrata nel repertorio propagandistico del regime fascista. Decisione, quella di Venezi, che scatenò polemiche furiose.

L’anno pucciniano

Inizia ora l’ultimo tratto dell’anno pucciniano, quello che porterà fino al 29 novembre, quando saranno cento anni esatti dalla morte del compositore avvenuta a Bruxelles a seguito di un intervento chirurgico. Fra gli eventi in programma spiccano durante l’estate le rappresentazioni del Festival Puccini a Torre del Lago (che compie 70 anni): in scena il dittico Le Willis-Edgar, Manon Lascaut, La Bohème, Tosca e Turandot oltre all’evento speciale (il 31 agosto e il 7 settembre) di Madama Butterfly a 120 anni dalla prima. Altri eventi saranno in programma a Lucca, con “epicentro” il Teatro del Giglio: dalle Cartoline pucciniane alla stagione lirica, che dovrebbe avere il suo culmine proprio nella giornata del 29 novembre.

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