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Sanremo, Lorella eterna e il prof ci porta a scuola: le pagelle della quarta serata

di Giorgio Billeri

	Lorella Cuccarini sul palco dell'Ariston
Lorella Cuccarini sul palco dell'Ariston

La lezione di Vecchioni, Tozzi sempre rock. Gabbani, l’assist della Mannoia

09 febbraio 2024
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Il Gladiattore

Piccolo passo indietro. Russel Crowe canta bene, è empatico, rotondo ma fascinoso, rischia anche qualche parola di italiano. L’ovvietà del copione lo porta a soffiare nel microfono lo “scatenate l’inferno” di Massimo Decimo Meridio. Ma perché dileggiare un collega come John Travolta, per poi incassare il “cinque alto” fasullo come una banconota da un euro di Amadeus? Il Gladiattore uccide i leoni ma scivola sulle papere del ballo del Qua Qua. Voto 5 (peccato, era da 8).

Angelina è Potenza

La Basilicata esiste, rivendicava Rocco Papaleo. Angelina Mango, figlia del poetico Pino, quello di “Oro”, è l’indizio che fa la prova. Potenza non è solo la sua città: è la potenza di una voce, la potenza di un talento. Molti la danno sul podio finale, ma la ragazza è anche scaltra: sa che Sanremo è un grande conclave pagano e spesso chi entra Papa esce Cardinale. Comunque, bravissima. Voto 7, 5.

La più amata

Ricordate? Quella cucina era la più amata dagli italiani e aveva il suo volto, il suo rassicurante sorriso da ragazza della porta accanto. Come Dorian Gray, Benjamin Button: il tempo che viaggia al contrario. Lorella Cuccarini va per i 60: sessanta, lo scriviamo per esteso così è più chiaro. Inonda l’Ariston di talento antico eppur nuovo, rimette in circolo nelle nostre vene i sabato sera con Pippo Baudo, quando tutto era più bello. Non ha solo un fisico senza età, ha la grazia, il talento, la danza nel Dna. Canta, domina il palco, senza un’ombra di fiatone brucia cinquemila calorie. E si ricorda del suo mentore, il glorioso Pippo, che da casa avrà sorriso ricacciando il pianto in gola. Cinque minuti che riscattano tanti scivoloni. Voto 10 (non si dovrebbe, ma cediamo).

Buonasera Professore

Dove c’è vintage c’è emozione, checché ne pensi la generazione Z. Roberto Vecchioni, anni 81, il corpo smagrito di un uccellino, lui che ha fatto il professore ci porta tutti a scuola. il giovanotto Alfa, accanto a lui, fa la figura di Lodetti quando correva per Rivera: imparava toccare il pallone. «Sogna ragazzo sogna», testo meraviglioso, interpretazione intensa. Un prof dal quale andremmo sempre volontari per essere interrogati. Voto 9.

Gloria eterna

Il rosso dei capelli è passato, sfuma nel bianco. Umberto Tozzi porta i suoi 71 anni come le Porsche che ha sempre guidato: una vena rock eppure dolce. Gloria manca nella nostra aria di oggi: ne abbiamo intuito il profumo sul palco di Sanremo, ci è bastato. Voto 8.

Il Karma giusto

Occidentali’s karma di Gabbani fino a ieri era un intelligente pezzo dance, ben costruito. Col tocco michelangiolesco della Mannoia, da operetta diventa opera. Voto 8, 5.

I più italiani

Sarà perché ti amo (in spagnolo, addirittura) e Mamma Maria, il più classico dei classici. La sublimazione della canzonetta che più pop non si può. Angelo Sotgiu e Angela Brambati, quello che resta dei Ricchi e Poveri, vanno in automatico, Paola e Chiara meno, fanno il compitino da sparring partner, anche nella leggerezza estrema ci vuole mestiere ed esperienza da domatori di platee. Voto 6.

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