Il Tirreno

Un gita

Istia, un tuffo nel Medioevo

di Stefano Adami
Istia, un tuffo nel Medioevo<br>

La magia del borgo fortificato sull’Ombrone, chiese, mura e il bellissimo presepe laico

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Istia d’ Ombrone è un piccolo paese medievale immerso nel verde, a pochi chilometri da Grosseto. I lievi colli che si trovano attorno al paesino, e lungo lo scorrere tranquillo del fiume Ombrone, hanno restituito nel corso del tempo molti reperti legati alla presenza degli etruschi e dei romani. I primi documenti certi, però, che testimoniano l’esistenza dell’abitato sono riconducibili all’anno 862. In quell’anno, infatti, alcuni documenti legali attestavano l’esistenza di un abitato fortificato posto sul fiume Ombrone, all’altezza di Istia, e di proprietà dei Vescovi di Roselle. In quell’epoca, i Vescovi avevano anche una residenza all’interno del piccolo abitato di Istia. Nel tredicesimo secolo, però, l’abitato passa di mano, e diventa una proprietà della famiglia Aldobrandeschi, che lo registra come un libero comune con un suo proprio statuto. Pochi decenni dopo, l’abitato di Istia d’Ombrone cambia di nuovo di proprietà, passando sotto il dominio della Contea di Santa Fiora. Nel quattordicesimo secolo, infine, i senesi lo conquistano: a metà di quel secolo, inoltre, Istia viene anche colpita da una gravissima epidemia di peste che ne dimezza il numero degli abitanti. Negli anni successivi, diventa poi un feudo dell’importante famiglia Piccolomini, per poi entrare a far parte del Granducato di Toscana. Uno dei monumenti d’interesse nel piccolo paese medievale è ancora l’antica cinta muraria, che fu ricostruita intorno al mille sul tracciato di numerose cinte murarie precedenti, tra cui quella etrusca e quella romana: che fu distrutta nel 1137 da Arrigo duca di Baviera, e poi ricostruita di nuovo dai senesi. Di particolare importanza è ancora la chiesa centrale del paese, la Chiesa di San Salvatore. La sua bella facciata in pietra e mattoni conduce poi ad un ampio corpo di fabbrica centrale, che conserva all’interno una pregevole scultura lignea di scuola senese, risalente al 1400, e due pregevoli quadri cinquecenteschi che rappresentano una Madonna col Bambino, firmata da Giovanni di Paolo, e L’incontro di Sant’Anna e san Gioachino alla porta aurea, di Vincenzo Tamagni. All’esterno della cinta muraria, si trova l’altra chiesa di san Sebastiano. Proprio questo secondo edificio religioso, situato fuori delle mura, ha avuto quest’anno un ruolo particolare. Alcuni abitanti di Istia, infatti, guidati soprattutto da una delle figure più attive della pro loco del paese, Debora Giomi, hanno avuto l’idea di allestire in questa chiesa un presepe laico, che fosse una sorta di denuncia fatta dall’intera collettività del paese, denuncia di tutte le guerre che in corso nel mondo, e delle morti che tuttora continuano dei migranti che si muovono in cerca di una possibilità di vita. Il presepe laico voleva essere una forma di azione contro situazioni in atto nel mondo attuale, e che spesso ci fanno sentire, purtroppo, impotenti. Proprio per questo il parroco di Istia d’Ombrone, don Mirko, ha accolto subito la proposta dell’allestimento di questa diversa forma di presepe. Composto lungo il lato sinistro della Chiesa, il presepe laico era soprattutto fatto di macerie che indicavano, appunto, le macerie della guerra e i relitti dei naufragi dei migranti. L’incontro è stato particolarmente forte, particolarmente sentito da tutta la comunità, ed ha visto, oltre alla lettura dei testi, curata da Debora Giomi, e da altri appartenenti alla comunità del paese, anche un concerto tenuto dal musicista Stefano ‘Cocco’ Cantini, e da una cantante. L’iniziativa è stata così sentita che il presepe ha ricevuto un importante premio per la sua ideazione, premio che riceverà il 24 gennaio a Grosseto, nei locali dell’Associazione Grosseto Sviluppo.
 

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