Toscana
Fossili, così il paleontologo livornese smonta le vecchie teorie
Ecco il libro di Andrea Guerrini sulla storia dei primi esseri viventi
Livorno Ma sarà tutto vero quello che sappiamo dei fossili? Ovvero di quegli organismi residuati del tempo che fu, il cui studio ci aiuta a comprendere i meccanismi che hanno portato al mondo di oggi? Andrea Guerrini ha dei dubbi in proposito: diciamo che si considera una sorta di “negazionista” delle teorie di una certa paleontologia del passato a suo giudizio scaturite più dalla leggenda che dallo studio scientifico.
Guerrini fa di mestiere il tecnico di radiologia presso il reparto di Medicina Nucleare dell’Ospedale di Livorno e di passione il paleontologo con tanto di laurea (con lode) in Scienze Naturali nel 2007. Ha frequentato corsi on line con università americane ed è uno dei membri più attivi del Gruppo Archeologico Paleontologico livornese. È autore, assieme a Maurizio Forli di Rosignano, del libro “La storia dei fossili nei secoli” con sottotitolo “dal Folklore alla scienza” giusto per far capire il tipo di traccia che segue il volume. «Gli antichi autori – racconta Guerrini – erano spesso influenzati da visioni filosofiche e religiose cui seguivano interpretazioni dei fossili che oggi sembrano ridicole. I “dotti” di allora teorizzavano il proprio pensiero e la saggezza popolare faceva proprie queste credenze. Alcuni esempi: le belemniti – prosegue il nostro palentologo – ovvero dei fossili appuntiti di organismi marini, per il volgo rappresentavano ciò che restava del fulmine dopo “l’esplosione”. Le echinidi (fossili anch’essi marini ma rotondeggianti) per il popolo fungevano sia da amuleti sia da ingredienti per preparativi curativi».
La metodologia che avete seguito nel libro? «Abbiamo scelto di iniziare i nostro studi facendo una ricerca bibliografica volta a reperire le prime immagini a stampa degli oggetti che oggi conosciamo come fossili. Per capire – prosegue Guerrini – chi è stato il primo che ha illustrato un’ammonite, una conchiglia, un dente di squalo? Alcuni autori erano già noti altri crediamo di proporli io e Forli per la prima volta o quasi. Essendo il campo di studio vastissimo noi ci siamo limitati ad effettuare ricerche sugli invertebrati. Sono i loro resti, apparentemente modesti, che ci accompagnano sia nella storia della vera comprensione dei fossili sia nella complessa relazione tra scienza e credenze popolari». l
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