Gioco
Quasi come un pranzo, dove fare una colazione di lusso in Toscana
Ecco un paio di indirizzi dove gustare un ottimo brunch della domenica e dei giorni di festa
A metà fra la colazione e il pranzo, il brunch della domenica e dei giorni di festa ormai mescola le tavole di tutto il mondo. Diffuso soprattutto nelle città del pubblico internazionale, porta in dote sapori anglosassoni uniti alla migliore tradizione italiana. Ecco il perché delle uova alla Benedict statunitensi e del lampredotto, del french toast e del cappuccino che convivono in una pace ritrovata, almeno in cucina.
Il risultato è la grande ricchezza che apporta la condivisione, proprio come raccontano le origini del brunch nella campagna inglese legate alle battute di caccia di fine Ottocento.
Quelle del “colanzo” (eccolo il recente termine coniato all’italiana) sono domeniche in cui la tarda mattinata (solitamente il pasto inizia intorno alle 10,30) si allunga verso il primo pomeriggio nella gioia e nella spensieratezza del convivio.
La scelta è a buffet, altro punto fermo oltre all’orario: spaziando dal dolce al salato, fino a spostarsi di stanza in stanza (dai saloni alla cucina) come accade nel più famoso brunch della nostra regione, quello al Four Seasons di Firenze. Qui lo chef stellato Paolo Lavezzini coordina l’orchestra dei vari banchi di assaggio: dal salumiere con le tipicità toscane e internazionali (incluso il Patanegra tagliato al coltello) al verduraio, dal pescatore con i crudi al macellaio nei molteplici tagli degli antipasti e dei secondi di terra.
In questo viaggio ideale della domenica dedicata alla lentezza, si passa poi in cucina per ricevere direttamente dalle mani dei cuochi pasta, riso e piatti caldi di mare, per proseguire infine verso la sala Capponi imbandita di dolcezze. «Il menù cambia ogni domenica, mantenendo proposte intramontabili come prosciutto toscano brado, pesce intero al forno, lampredotto, risotto, gamberi e scampi – racconta Paolo Lavezzini – per una materia prima tutta toscana: dal pesce della Versilia alle verdure degli agricoltori limitrofi». Una tradizione che nei giorni di festa ha visto inserire champagne e bollito, dolci a base di torrone e panettone maison realizzato dal pastry chef Mariano Dileo con miele di castagno e rosmarino, alloro, salvia e cipresso del giardino della Gherardesca, farcito infine di castagne, albicocche e cioccolato.
Dalle ostriche al crudo, passando per animelle, piccione, fegatelli nella retina, tortellini fatti a mano, risotto leggermente affumicato, seppie in zimino per i quali durante la settimana difficilmente c’è spazio, nel menù del brunch domenicale del Four Seasons nessuno dice loro basta. E giungendo in riva al mare della Versilia seguendo le richieste di una clientela affascinata dalla tradizione, la proprietà russa del cinquestelle Grand Hotel Imperiale di Forte fino ad aprile apre all'esterno i suoi saloni optando per un brunch in stile.
Ecco il perché dei tordelli alla versiliese, della frittura di paranza, dello spaghetto con i muscoli (così si chiamano qui le cozze) e il lime, che strizzano l’occhio a specialità internazionali come il roast beef con le patate e muffin salato, l’insalata greca e il cous cous di pesce e verdure.
Fuori dagli hotel si diramano infine tutta una serie di altre realtà come Ditta Artigianale, la catena di caffetterie aperta dieci anni fa a Firenze da Francesco Sanapo, sbarcato successivamente anche in Canada.
Gli spazi dalle linee pulite di piazza Ferrucci inaugurati a primavera (dopo il primo di via dei Neri, seguito da quelli in via dello Sprone, via Carducci e lungarno Soderini) accolgono residenti e turisti come in una sorta di vecchia realtà in cui acquistare il quotidiano da leggere assaporando un brunch molto apprezzato da giovani e stranieri. «Siamo stati fra i primi, nel 2014, individuando un vuoto che si era aperto dopo il boom degli affittacamere», spiega Sanapo. E o pensando a un pubblico internazionale qui si punta su grandi classici come avocado toast con le uova strapazzate, club sandwich, pancake, french toast, yogurt con la granola fatta in casa, ma tutti i giorni e non solo la domenica.
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