Il Tirreno

L'intervista

Concerto per gli alluvionati, Stefano Massini: «Abbiamo messo in contatto la gente e i grandi artisti: una serata unica» – Video

di Sabrina Carollo
Concerto per gli alluvionati, Stefano Massini: «Abbiamo messo in contatto la gente e i grandi artisti: una serata unica» – Video

L'evento “Toscana & Friends-Ripartiamo”, al Tuscany Hall di Firenze, ha registrato il tutto esaurito. Gabbani, Turci, Mannoia, Pelù, Jannacci, Dolcenera e il grande Morandi: un cast davvero super

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Uno spettacolo collettivo, in cui gli artisti sul palco e il pubblico in sala hanno interagito creando un evento straordinario e condiviso, esercizio di democrazia e unità sociale. La serata “Toscana & Friends-Ripartiamo”, al Tuscany Hall di Firenze, ha registrato il tutto esaurito.

Hanno sfilato artisti del calibro di Fiorella Mannoia, Gianni Morandi, Piero Pelù, Danilo Rea, Paolo Jannacci, Marco Masini, Paola Turci, Irene Grandi, Dolcenera, Francesco Gabbani e la Bandabardò, oltre al videomessaggio di Elio delle Storie Tese e alla lettera di Vasco Rossi. Pensata per sostenere le persone che hanno subìto danni dall’alluvione dello scorso 2 novembre nelle zone di Campi Bisenzio, Montale, Agliana e Prato, la serata è stata fortemente voluta dallo scrittore Stefano Massini, novello Bob Geldof che ha orchestrato una complicata combinazione di fattori e personaggi dalle agende sempre piene, in cui tutti sono stati protagonisti e niente era completamente previsto. Sicuramente non la grande emozione, la partecipazione umana che ha pervaso la serata e che ha segnato un punto di non ritorno.


Massini, con questa serata avete fatto una cosa grande.

«Sì, mi rendo conto che non si è trattato solo di chiamare degli amici su un palco – e posso assicurare che non è così semplice che qualcuno abbia voglia di mettersi in auto durante le feste per una cosa simile – ma anche di vedere questo cast incredibile che stupiva noi per primi interagire in modo nuovo. Più di una volta dietro le quinte, incrociando Fiorella e Piero ci dicevamo che stava avvenendo un piccolo miracolo: «Ti rendi conto che c’è Danilo Rea che accompagna Gianni Morandi che duetta con la Mannoia su una canzone di Sergio Endrigo?”».

C’è stata molta improvvisazione?

«Sicuramente, ma legata a elementi di creatività nati dall’incrocio tra voci ed esperienze diverse: come Danilo Rea che non aveva mai accompagnato prima Morandi, o come l’arrivo del messaggio di Vasco, che ci ha fatto decidere all’ultimo di far cantare a Fiorella “Sally” e a Irene “Prima di partire per un lungo viaggio”, entrambe scritte da lui; o ancora come la conclusione di Piero che ha cantato “Imagine” di Lennon in coro con tutti».

La sensazione è che il pubblico abbia vissuto un’esperienza diversa.

«Ci tengo a dire che lo spettacolo non è stato solo quello sul palcoscenico. Si è trattato di un evento unico in cui lo spettacolo vero era nella relazione tra platea e palco. Chi era presente ha reagito, c’era un dialogo fatto di risate, silenzi, cori, canti: quello che di speciale è avvenuto si è svolto non solo sul palco ma tra le mura del Tuscany Hall. In tempo di social network, questo evento live è stato speciale».

La politica ha abdicato all’arte?

«Abdicato no, credo però che l’arte abbia una grossa responsabilità e con questa serata ha dimostrato quanto peso abbia. Il rischio di dimenticare il dramma delle centinaia di famiglie ancora senza casa e dei tantissimi che hanno subìto danni, delle aziende in ginocchio era forte: con questa operazione stiamo mantenendo alto il livello di guardia. È chiaro che quando avvengono eventi drammatici in una città d’arte come Firenze l’immaginario è maggiormente colpito rispetto a quando l’acqua invade le case di persone normali, che vivono in un posto sconosciuto come Campi Bisenzio, che non gode nemmeno della piccola notorietà delle uscite autostradali, visto che qui lo svincolo si chiama Prato Est».

È una questione di scelte politiche o di distrazione?

«Non ho mai fatto sconti a nessuna parte politica, ma credo davvero che sia una questione di attenzione, perduta tra Finanziaria e feste di Natale».

Quali sono i prossimi passi?

«Intanto dovremo decidere insieme al comitato che è stato fondato come verranno spesi questi soldi: non cambieranno la drammaticità della situazione, però verranno comunque distribuiti. E poi sicuramente seguiremo la questione dei finanziamenti stanziati dal governo, in modo che le persone non vengano lasciate sole».

Cosa possono fare giornali e società civile?

«È importantissimo il contributo degli organi di stampa, ha fatto la differenza. Per questo ho voluto i responsabili delle quattro testate toscane sul palco, che hanno capito come stava prendendo forma qualcosa di altamente democratico, in cui centinaia di persone erano lì non solo per ascoltare delle canzoni ma per farlo nel segno di qualcosa di più grande».

Ha ricevuto messaggi da parte delle persone alluvionate?

«Sono stato travolto dai messaggi, il mio profilo Instagram era bloccato dalla quantità di commenti. Mi hanno anche mandato la foto di un uomo anziano seduto tra le sue cose coperte di fango, con un ringraziamento per quello che abbiamo fatto, anche per lui».
 

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