Il Tirreno

Puccini

I sogni jazz di Raphael Gualazzi

di Gabriele Rizza
I sogni jazz di Raphael Gualazzi

Sale sul palco con il suo ultimo album intitolato “Dreams”, dove l’artista evidenzia la voglia di fantasia e creatività

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Domani sera, mmercoledì 15, al teatro Puccini arriva Raphael Gualazzi. L’artista marchigiano presenta il nuovo album, senza tralasciare i successi del suo repertorio. Pianista, cantautore, compositore e molto altro, Raphael Gualazzi con questo lavoro conferma la sua indole di raffinato sperimentatore.

L’album, appena uscito lo scorso ottobre per l’etichetta Cam Sugar, la prestigiosa label che ha fatto delle soundtracks il suo cuore pulsante, si chiama “Dreams”, a voler sottolineare la voglia di fantasia e immaginazione, che lo attraversa. Dice Raphael Gualazzi: «Si tratta di un nuovo progetto che celebra il sogno come trascendenza onirica, tra atmosfere new soul, influenze jazz, schegge di musica elettronica e suggestioni cinematografiche». Il rapporto di Gualazzi con la musica, quando si siede al pianoforte, è da sempre un terreno in ebollizione, materia lavica e sulfurea da domare e governare, una piattaforma instabile densa di suggestioni e contaminazioni.

Di questo stile, fatto di esuberante sonorità, “Dreams” è un perfetto esempio. Una sorta di spugna che tutto assorbe e tutto rimanda. L’eco dei “sogni” gualazziani pulsa di fraseggi melodici di matrice classica, mentre agita ritmi african funk (con tendenze che spaziano dai “Funkadelic” ai “Parliament” fino agli “Sly and the Family Stone”) e rimbalza fra sonorità drum&bass e armonie new soul, dispensa influenze jazz firmate Errol Garner, Thelonious Monk e Coleman Hawkins, esplora sentieri di musica elettronica, soul e R&B anni Settanta-Ottanta, fino ad accogliere atmosfere disco che si fondono in un mix di composizioni condite da sintetizzatori analogici, tastiere vintage, percussioni tribali e colori vocali del soul vecchia scuola.

Il “Dream Tour”, prodotto e organizzato da Baobab Music and Ethics, che toccherà i più importanti teatri della penisola, presenta per la prima volta dal vivo le tracce del nuovo album oltre alla rivisitazione di tracce inedite, mai proposte prima d’ora, ma molto significative per il suo percorso artistico. Il concerto di domani al Puccini si presenta dunque come una bella occasione per verificare in diretta questa pluralità di fonti, quel concertato ritmico espressivo che sostanzia e alimenta le composizioni di Raphael Gualazzi.

Al pianoforte Gualazzi sarà accompagnato da una band, che si cimenterà anche in armonizzazioni vocali a tre e quattro voci, formata da Gianluca Nanni alla batteria, Michele “Mecco” Guidi all’organo Hammond e tastiere, Luigi Faggi alla tromba, Anders Ulrich al contrabbasso e basso elettrico. L’album, composto da dodici brani in italiano e in inglese nei formati cd e vinile (nella versione digitale i pezzi salgono a quindici con l’aggiunta delle tre bonus track “Coltivatori Lunari”, “Poi si vedrà” e “Il giro”, sigla del Giro d’Italia 2023) è pervaso dalla volontà e innata capacità di sperimentazione dell’artista.

Una sperimentazione accompagnata da collaborazioni ai testi decisamente autorevoli, come quella che vede Emma Morton in “Wild Man Singing”, “Soul Affirmation” e “I Won’t Lie”, in cui è anche guest vocale, o come quella di Federico Capponi per “In esilio da me” o ancora quella di Jacopo Ettorre e Giordano Colombo in “Poi si vedrà” e “Vorrei capire”. I contributi musicali, invece, spaziano dagli arrangiamenti di Stefano Nanni nel singolo “Vivido il tramonto”, presentato in anteprima il 3 luglio su Radio Monte Carlo, fino alla partecipazione di Tony Canto e Pippo Kaballà in “Malinconia di averti”, dei Mamakass in “Wild Man Singing” e “You Are My Africa” e del duo salentino “Yorker” (Antonio De Marianis e Gino Semeraro) nella bonus track “Coltivatori lunari”.

Inizio concerto ore 21. Biglietti ancora disponibili. Posti numerati da 30 a 50 euro in prevendita su www.bitconcerti.it, www.ticketone.it e www.boxofficetoscana.it. Info 055 210804.


 

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