Il Tirreno

Al Teatro di Rifredi

Ottavia Piccolo torna sul palco contro la mafia

di Gabriele Rizza
Ottavia Piccolo torna sul palco contro la mafia

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La nuova stagione di Rifredi, la seconda a guida centralizzata Teatro della Toscana, conferma la "storica" vocazione della sala di via Vittorio Emanuele alla contemporaneità, alla pluralità dei generi, all’originalità, all’internazionalità. Piatto ricco e frastagliato. Il direttore Giancarlo Mordini ne sottolinea la "fedeltà": «Le proposte in cartellone sono contrassegnate, al di là della loro intrinseca qualità artistica, da uno spirito di fedeltà: fedeltà agli artisti ospiti che qui hanno scelto di essere presenti non in maniera occasionale, ma nella continuità di un percorso condiviso; fedeltà agli spettacoli prodotti che, fuori da una logica usa e getta, diventano tasselli di un repertorio riproposto negli anni per allargarne i fruitori; fedeltà verso gli attori che in questa sala hanno trovato uno spazio per la loro crescita e la loro visibilità e nonultima fedeltà al pubblico e del pubblico, costruita negli anni con impegno e passione, nel quadro di una socialità basata su rapporti umani concreti e non virtuali».

Il cartellone 23/24 debutta il 15 novembre in prima nazionale con "Occidente" di Rémi De Vos (uno dei drammaturghi di riferimento di Rifredi), traduzione e regia Angelo Savelli, protagonisti Ciro Masella e Leonarda Saffi, un testo che «racconta una storia nera, una grottesca danza macabra di un uomo e una donna annientati dalla mancanza di desiderio» come recita il comunicato. Insieme a De Vos, restando sul versante internazionale, approda per la prima volta a Rifredi Duncan Macmillan con "Every Brilliant Thing", autobiografia esilarante quanto inquietante scandita da liste di «cose per cui vale la pena vivere», firmata da Fabrizio Arcuri e Filippo Nigro che ne è anche l’interprete (5-7 dicembre) mentre ritroviamo Josep Maria Miró col suo adattamento di "L’amico ritrovato" di Fred Uhlman, diretto sempre da Savelli (26-28 gennaio).

A proposito di ritorni assai gradito è quello di Emma Dante, che dopo "Misericordia" e "Pupo di zucchero" presenta "Il tango delle capinere", con Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco (15-17 febbraio), approfondimento di uno studio, "Ballarini", che faceva parte della "Trilogia degli occhiali", osservata speciale una donna che ricompone la selva dei ricordi sul viale del tramonto della sua esistenza, come antidoto al dolore assordante della solitudine che la circonda. Si confrontano con l’attualità "The Handke Project" di Jeton Neziraj (2-3 febbraio) in cui una troupe di artisti naviga all’interno del delicato equilibrio tra libertà di espressione e responsabilità sociale, e "Cosa Nostra spiegata ai bambini" di Stefano Massini con Ottavia Piccolo accompagnata dalle musiche di Enrico Fink eseguite dal vivo dai Solisti dell’Orchestra multietnica di Arezzo (9-10 marzo).

La contemporaneità poggia sua solide basi come quelle offerte da "Dramma industriale", il testo di Riccardo Favaro per la regia di Giovanni Ortoleva che fotografa la stagione di Giorgio La Pira, sindaco di Firenze, autunno 1953, quando i duemila operai del Pignone rischiarono il licenziamento (3-4 maggio) o quelle di Alessandro Riccio, che qui è "di casa", col suo "Processo artistico" (1-3 dicembre) per proseguire coi manzoniani "Promessi sposi" (15-16 dicembre) e "Io non so chi sei" di Giancarlo Pastore (5-13 aprile), titoli entrambi affidati alla competenza e alla cura di Angelo Savelli. Infine rivive il rapporto tra teatro e musica, un intreccio caro a Rifredi, di cui ora sono testimoni Fabio Canino che saluta il’23 e festeggia il’24 dal 28 dicembre al primo gennaio, gli iberici Yllana e il loro "Passport" (5-7 gennaio), Dario Ballantini con "Lo spettacolo di Ballantini" (1-3 marzo), Eugenio Nocciolini e il suo "Scarafaggi. Across the Beatles" (22- 23 marzo).

Info 055 4220361. Tutto su www.teatrodellatoscana.it

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