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È la serata del Nils Petter Molvaer Trio
Proseguono alla Città del Teatro le serate dedicate all’osservatorio jazz più sperimentale con la seconda edizione di "Flux - Flussi di musica creativa". Una iniziativa con il sostegno del Ministero della cultura con una serie di concerti tra fermenti contemporanei, nuove avanguardie e alcuni tra gli artisti più autorevoli del panorama italiano e internazionale per fare il punto sullo stato dell’arte con lo sguardo rivolto al futuro.
Ogni sera appuntamento con due diversi live in dialogo tra loro, uno alle 21 e il seguente alle 21,45, pensati per costituire un unico evento e immergere il pubblico in un viaggio sonoro firmato Toscana Produzione Musica (Tpm), centro di produzione presieduto da Paolo Zampini con la direzione artistica di Francesco Mariotti e Maurizio Busìa. Stasera, giovedì 2, alle 21,45, va in scena Nils Petter Molvær Trio, formazione guidata dal camaleontico trombettista capace di muoversi agilmente tra jazz, ambient, house e elettronica attingendo a elementi hip hop, rock e pop: rara capacità che lo ha reso uno dei musicisti più richiesti sui palcoscenici di Oslo e di tutto il mondo. Con lui Jo Bergen Myhre al basso e Erland Dahlen alla batteria in un concerto che promette di rimodellare gli stili creando un suono particolarissimo, influenzato tanto dalla poesia della natura scandinava quanto dal calcolo elettronico, oltre che da maestri come Miles Davis e Jon Hassell.
In apertura un altro trombettista dallo spirito eclettico, che dal suo strumento d’elezione passa senza problemi al sax, ai sintetizzatori e a oggetti di ogni tipo: Gabriele Mitelli, collaboratore stabile di Cristina Donà e di jazzisti del calibro di Rob Mazurek e Jeff Parker, che si esibirà in un solo dal titolo "The world behind the skin" (alle 21).
Si prosegue, domani, con la prima esibizione italiana del duo Ernst Reijseger-Mario Forte (ore 21,45) . L’apertura di serata sarà affidata, mantenendo il fil rouge degli archi, alla talentuosa violinista Anais Drago,con un live che alternerà strumento e voce per raccontare storie di solitudini anche attraverso esperimenti quali la traduzione in musica del romanzo "Minotauros" di Friedrich Durrenmatt.
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