Il Tirreno

Lucca

La bohème astratta e ironica del Giglio

di Lisa Domenici
La bohème astratta e ironica del Giglio

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Si alza il sipario sulla stagione lirica al teatro del Giglio di Lucca, domani, venerdì 20, alle 20,30 (replica domenica alle 16), con “La bohème” di Giacomo Puccini, libretto di Illica e Giacosa tratto da “Sènes de la vie de bohème” di Henri Murger. Una sorta di anteprima per il centenario della morte del compositore, che cadrà il prossimo anno.

“La bohème”, opera tra le più popolari e amate dal pubblico, andò in scena per la prima volta a Torino nel 1896, a tre anni di distanza del successo di “Manon Lescaut”. L’opera ebbe esito un po’ incerto. La critica giudicò con cautela il lavoro di Puccini. Il pubblico, al contrario, decretò il successo, per tutte le repliche. Il trionfo arrivò poco dopo, a Palermo, nell’aprile 1896: chiamate alla ribalta Puccini, ovazioni interminabili e festeggiamenti davanti al Caffè del Teatro per l’autore. Il successo si ripeté sui palcoscenici italiani e stranieri.

L’opera conquistò per la sua drammaturgia semplice, che porta in scena la quotidianità, e le sue numerose e belle melodie, tanto che dal teatro passò al grande schermo. Difatti il cinema si interessò a “La bohème” fin dai primi decenni del secolo scorso, quando nel 1916 Albert Cappellani realizzò “Vie de bohème” con musica di Puccini.

E le proiezioni non mancano anche ne “La bohème” del Giglio, con la regia di Cristina Mazzavillani Muti, che opta per una messinscena un po’ astratta, con pochi elementi in palcoscenico, collocata tra Espressionismo e Simbolismo. Spiega la regista: «Una bohème intrisa di spirito ironico, disincantato come se le tipiche atmosfere del Simbolismo ci trascinassero in quelle cupe dell’Espressionismo, presaghe del conflitto mondiale».

Del cast fanno parte il soprano ravennate Vittoria Magnarello (Mimì), Alessia Pintossi (Musetta), Alessandro Scotto di Luzio (Rodolfo), Alessio Arduini (Marcello), Clemente Daliotti (Schaunard), Luca Dell’Amico (Colline). Nicola Paszkowski dirige l’orchestra giovanile Cherubini. Le voci bianche del Giglio e della cappella Cecilia di Lucca sono dirette da Lorenzo Corsaro. Allestimento di Ravenna Festival in coproduzione con Lucca, Rimini, Piacenza e Pisa.


 

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