Il Tirreno

L’intervista

Torna Emma con un nuovo disco: "Souvenir" e la scintilla ritrovata

di Luca Trambusti
Torna Emma con un nuovo disco: "Souvenir" e la scintilla ritrovata

«Ho capito che quando pensi che tutto sia finito, non è così»

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Torna con un nuovo disco Emma Marrone. Il suo "Souvenir" (disponibile da oggi), segue il precedente "Fortuna" del 2019. Un lasso di tempo in cui sono successe molte cose, professionali e personali, tra cui la recente scomparsa del padre al quale era molto attaccata. Questo disco riassume il viaggio emotivo di Emma, ne raccoglie i "souvenir", i ricordi, le tappe e presenta novità stilistiche.

Partiamo dal titolo del primo brano "Iniziamo dalla Fine". Cosa significa?

«A volte, quando le cose finiscono ti si aprono tanti scenari e puoi scegliere quello che si adatta a te. Quindi i finali, anche tragici, se cavalcati con ottimismo possono rivelarsi salvifici e puoi restare in piedi. Questo disco arriva dopo tanti finali personali importanti, quello enorme, catartico, è stata la fine di mio padre. Però quando pensi che tutto sia finito, in realtà non è così. Puoi ancora trovare il coraggio per fare le cose, senza più la paura di perdere. Ed è questo che mi ha spinto a entrare in studio a così breve distanza dalla morte del mio papà, per cercare di fare qualcosa di buono nel momento peggiore della mia vita.

Ne è uscito un disco dove depongo le armi, dove non voglio più dimostrare niente, non voglio più cercare di essere compresa, capita. È il disco dove ho ritrovato la scintilla, la fiamma per continuare a fare questo mestiere, gustandomelo, con entusiasmo. Entusiasmo del far nascere una canzone, promuoverla al pubblico, cantarla dal vivo e quindi non è finito niente. Iniziamo dalla fine appunto».

In qualche modo si è dunque pacificata?

Assolutamente. Credo di essere stata la prima, quando ho iniziato a scrivere e poi a cantare, a sentire che la mia voce era completamente diversa, cioè sottile, morbida, senza quel graffiato, sempre a gola stretta. Ora mi sento aperta e quindi anche la mia voce è diversa e le persone che mi conoscono da tanto tempo lo hanno subito notato. È uscita una voce diversa perché io sono diversa».

Perché la scelta di presentare questo disco nei club (Emma sarà al Viper di Firenze il 21 e 22 dicembre), lei abituata ai palasport?

«Quella parte di carriera nei club mi è mancata e quindi era un pensiero, un desiderio che volevo soddisfare. In realtà tutto nasce da una serata romana in un piccolo locale dove c’era un "Open Mic" con i giovani che si alternavano sul palco. Mi hanno chiesto di fare qualche cover e lì è scattata una scintilla con quel tipo di locale. Mi sono sentita così bene in questo contesto che ho deciso di andare immediatamente live nei club perché avevo voglia della vicinanza del pubblico, senza aspettare mesi. E poi penso che l’album si presti a esecuzioni di questo genere perché ha momenti molto intimi. Farò tutto il disco e ovviamente aggiungerò quei pezzi che non posso non fare».

Un disco così che per certi versi si allontana un po’ stilisticamente dal passato, è in qualche modo una risposta a questi periodi difficili?

«Non penso che questo disco mi allontani molto da quello che sono stata prima. Ad esempio "Iniziamo dalla fine" è un brano completamente stile Emma, sia vocalmente che per piglio e tiro. Semplicemente c’è un’evoluzione a livello di produzione, di sound, di testo, tanto da sembrare diverso. Questo disco è frutto di quello che è stato il mio passato, di tutti i dischi che ho fatto, di tutti i piccoli passi che ho mosso. A volte se dietro i cambiamenti non c’è una storia rischi di snaturarti, mostrandoti per quello che non sei, con una cosa appiccicata addosso. Questo disco è Emma: dopo tanti anni di esperienza personale e artistica ho finalmente imparato come mettere insieme i pezzi e come poter far convivere tutte le sfaccettature che ho, sia a livello vocale ma anche a livello di produzione, perché passo da brani organici ad altri molto prodotti con un sound voluto, ricercato».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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