Gioco
Tesori a porte aperte: alla scoperta del patrimonio con le Giornate Fai
Una full immersion di due giorni nel patrimonio storico e artistico in luoghi e realtà che sfuggono ai percorsi canonici
È dal 1975 che il Fai, Fondo per l’ambiente italiano, si prende cura del patrimonio storico, artistico e paesaggistico della nostra penisola. Puntualmente ogni anno il territorio si svela, apre le porte a sconosciuti, quando non dimenticati profili, e accarezza l’idea, mai doma, di un Belpaese che dei suoi tesori spesso non si cura, se non occasionalmente e superficialmente.
Le Giornate Fai d’Autunno, che cadono sabato e domenica prossimi, più che cartoline turistiche, anche se innegabile è il loro “panoramico appeal”, diventano salutari full immersion nel nostro dna, di ieri e di oggi, tessere di un mosaico tanto complesso quanto affascinante, insolito e a volte normalmente inaccessibile, che sfugge alle guide, ai percorsi canonici, ai dizionari, ma che irradia nella sua singolare, esclusiva ricchezza, una indiscussa energia identitaria, che dal glorioso passato eredita fondali suggestivi, iscritti e proiettati sul palcoscenico della modernità.
L’itinerario che si anima nel week end è denso di sorprese. Che sul totale nazionale di 700 location disseminate in oltre 350 città, in Toscana si ritaglia una mappa di 25 approdi, 25 mete per chi ha voglia di allargare i propri orizzonti, giardini, siti industriali, aziende agricole, musei, palazzi, residenze, complessi architettonici, edifici, parchi, ville, antichi ospedali, chiese, scuole, che «in realtà sono di più, perché si aggiungono sette interi borghi medievali, testimoni viventi del nostro bacino culturale, geografico, naturalistico» come sottolinea la presidente del Fai Toscana Rosita Galanti Balestri.
E allora vagabondaggi esplorativi marcano Castiglion Fiorentino, Borgo a Mozzano, Torrita di Siena, Serravalle Pistoiese, la lucchesia col Castello di Nozzano, Scarlino che esibisce per l’occasione il sito Terra Rossa, in località Il Puntone, dove fu rinvenuto a fine Ottocento un giacimento di pirite fra i più copiosi d’Europa, e Suvereto dove si trova la Cantina Petra disegnata dall’archistar, lo svizzero Mario Botta, per la famiglia Moretti.
Perlustrando l’agenda scopriamo che a Firenze si aprono le porte di Casa Capponi in Oltrarno, che dal 1995 ospita il Museo storico della Guardia di Finanza (una collezione che risale all’epoca del Granducato di Toscana) e di Villa Kraft incastonata fra le colline di Careggi, sede del comitato regionale della Croce rossa italiana, mentre a Massa i volontari del Fai scorteranno i visitatori fra le volte del rifugio antiaereo della Martana, rimasto “invisibile” per oltre sessantanni e riaperto nel 2006.
A Pisa la figura di Massimo Carmassi risalta nella visibilità dei suoi principali interventi di riqualificazione urbana, il restauro del Teatro Verdi e il complesso di San Michele in Borgo, mentre a Pietrasanta, il museo dei bozzetti “Pierluigi Gherardi”, ubicato fra le antiche smura del cinquecentesco edificio di Sant’Agostino, dispiega una interessante panoramica sulla scultura del Novecento, con opere fra gli altri di Botero, Folon, Pomodoro.
E ancora a Borgo San Lorenzo la visita al museo di Villa Pecori Giraldi che istruisce un percorso rigoroso attorno a Galileo Chini; a Lucca una puntata alla Gipsoteca Passaglia e al minuscolo teatrino di Vitriano; a Bagni di Lucca occhio alla chiesa e al museo di San Cassiano, a Lamporecchio riflettori accesi su l’azienda agricola La Dispensa.
Infine due tappe a Ponte Buggianese, la chiesa di San Michele con gli affreschi di Pietro Annigoni e il Giardino di Paola, parco privato della famiglia Tintori, mentre a Prato si potrà varcare la soglia dell’antico ospedale Misericordia e Dolce, il portone dell’Istituto tecnico “Buzzi” e quello del settecentesco Palazzo Vaj, sede della Monash University.
Per maggiori informazioni e modalità di iscrizione www.giornatefai.it.
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