Gioco
Beckham, la verità sul divo fragile: la serie Netflix va oltre il calciatore
In quattro puntate ascesa e paure del talento più glamour del pallone
È uscita mercoledì e già tutti parlano della nuova docu-serie Netflix “Beckham”, diretta da Fisher Stevens, che in quattro episodi narra l’ascesa vertiginosa dell’ex centrocampista del Manchester United, dai palleggi nel giardinetto di casa a Londra agli stadi di tutto il mondo. Chi si ricorda il gol da metà campo segnato contro il Wimbledon? Era il 1996 e quella rete storica lo portò sul sentiero della fama. Comincia da lì “Beckham”, se si esclude la scena iniziale in cui la stella del calcio inglese si mostra nelle vesti di apicoltore: il primo alveare lo costruì per gioco durante il lockdown e, da allora, produce miele fuori dalla sua casa di campagna. L’episodio uno ripercorre i due esordi attesi dai fan e, nemmeno da dire, il secondo è quella della coppia Posh e Becks. Lei, Victoria, imprenditrice, moglie e madre dei suoi quattro figli, svelai alcuni retroscena. Dal primo bigliettino di lei “È meglio che mi chiami” alle pazzie di lui per riuscirla a vederla mentre, al culmine della fama con le Spice Girls, era in tour. Tipo quella volta in cui si mise in macchina e guidò 4 ore solo per stare insieme pochi minuti. L’amore, che continua dopo 26 anni, era passionale e spontaneo. Tanto che alla vigilia di una partita cruciale dei Mondiali del 1998, quella contro l’Argentina, Posh chiamò David informandolo di essere incinta del loro primo figlio. Quello che accadde dopo è storia: in uno scatto di rabbia Beckham diede impulsivamente un calcio sul polpaccio di Diego Simeone, che lo aveva provocato (lo ammette lui stesso nella docu-serie) e fu espulso. L’Inghilterra perse poi ai rigori e lui divenne in un baleno l’uomo più odiato del Paese. Nel secondo episodio, ecco che i coniugi Beckham discutere proprio di quanto accaduto dopo quell’evento. «Vorrei che ci fosse una pillola per cancellare i ricordi», dice David nel documentario. Il pupazzo vestito con la sua divisa impiccato fuori da un pub di Londra, le minacce di morte ai suoi genitori, gli insulti sessualmente espliciti rivolti a Victoria. «Il manager Alex Ferguson mi ha chiamato. Ha detto “David, come stai?” Penso di essermi emozionato parecchio. Mi ha detto proprio “come stai, figliolo?”. Io ho risposto “Non un gran ché”. E lui: “Non preoccuparti, figliolo” ha raccontato l’ex calciatore, senza paura di mettersi a nudo. Quello che emerge dalla serie, infatti, è un ritratto sincero, tra alti e bassi, di Beckham uomo (non solo del calciatore) e della sua famiglia.
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