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Elodie e il suo “Red Light”: «Il mio corpo è il manifesto di una donna libera»

di Luca Trambusti
Elodie e il suo “Red Light”: «Il mio corpo è il manifesto di una donna libera»

La cantante e il messaggio contro gli uomini violenti: ecco un progetto a sorpresa

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Nel 2018 Elodie era una timida ragazzina che, appena uscita dai talent televisivi, cercava la sua strada che in quel momento la vedeva con i capelli rosa passare dal palco di Zibba, il cantautore e autore ligure, che ha contribuito con i suoi tasselli alla crescita di questa ragazza.

Cinque anni dopo troviamo una popstar osannata e in vetta a tutte le classifiche e con una carriera che spazia dalla musica alle passerelle di moda (giorni fa ha sfilato a Parigi) e apprezzata in impegnativi ruoli di attrice. Un’artista poliedrica, stella brillante che ora, guadagnata consapevolezza come artista e come donna fa i conti con il suo corpo, la sua sensualità ed erotismo diventano rivendicazione di libertà. Dopo i video e le foto con pochi veli (ma tutto molto casto) Elodie ha deciso di dare un’accelerazione in questo senso e lancia, attraverso la sua femminilità e bellezza, un messaggio di libertà e soprattutto di protesta contro la violenza di genere e l’imperante sessismo e maschilismo retrogrado, «uomini spaventati dalla bellezza e dalla capacità di creare delle donne». Il nuovo progetto di Elodie, uscito a sorpresa e con la produzione di Dardust, s’intitola “Red Light”; è un “clubtape”, ovvero una raccolta di sette brani inediti in stile club/dance, con la cassa dritta, mixati tra loro senza nessuna interruzione come un dj-set e tutti accompagnati da un flusso di immagini in cui Elodie si muove tra erotismo, sensualità e glamour, creando un progetto che ha anche la finalità di liberazione sessuale, riappropriazione del corpo e della propria femminilità e protesta contro chi vede ancora la donna come oggetto.

Un manifesto che può essere anche politico, mediato attraverso le immagini e la musica, il tutto suggellato da un disegno in copertina del corpo nudo di Elodie fatto da Milo Manara, maestro dell’erotismo in punta di matita. «Occorre normalizzare la nudità femminile, non scandalizzarsi», dice la popstar (che peraltro non ha nessun nudo integrale nei sette video che giocano più sulla sensualità e sull’eros, con grande eleganza, classe e stile). «L’abbigliamento – prosegue Elodie – è un tabù da sfatare. Io sono una donna libera, libera di vestirmi come voglio e di mostrare il mio corpo come meglio preferisco, senza essere considerata un oggetto, vittima di misoginia e di aggressioni. Il corpo è mio, nostro – aggiunge riprendendo un vecchio slogan delle femministe anni ’70 – e siamo libere di usarlo e mostrarlo come vogliamo». Il problema, ne è conscia anche la cantante, è più che mai attuale, dopo un’estate piena di violenza verso le donne. «Il corpo femminile diventa un manifesto politico – afferma – basta guardare a oriente dove è oggettificato e mortificato. Le donne sono le persone più maltrattate dopo i trans. È un momento molto delicato, dobbiamo puntare i piedi e dire la nostra, non avere paura perché non sarebbe giusto averla». Nel messaggio c’è una chiamata all’unione, alla solidarietà femminile includendo anche quegli uomini che comprendono il problema. «Le donne devono essere unite per evitare approcci misogini, devono creare una rete e unirsi». Questa consapevolezza e tale forza Elodie le ha raggiunte nel tempo. «In due anni circa, da quando vado in analisi. La mia terapeuta mi ha aiutato a comprendere i traumi infantili che mi rendevano fragile e mi ha dato fiducia in me stessa. Non sono risolta, vivo ancora con la rabbia, ma ho una diversa concezione di me e del mio ruolo». Nel suo lavoro di “crescita” Elodie è arrivata anche a capire a chi si rivolge.

«Il mio pubblico è la comunità Lgbt e le donne. Non m’interessa il pubblico maschile etero, l’unico – dice ridendo – è il mio fidanzato». Netta è anche la posizione verso certi colleghi rapper/trapper che usano testi misogini e insulti al mondo femminile. «Sono lo specchio della realtà – dice – utili per capire e vedere dove siamo e cosa stiamo facendo. Sicuramente non mi piacciono, non li comprendo e non ci collaborerei mai. Potrei piuttosto insegnargli qualcosa, educarli. C’è anche molto spirito di emulazione, non ci credono nemmeno loro in ciò che dicono, scimmiottano. Conosco l’ambiente della loro provenienza: è lo stesso in cui sono cresciuta io, capisco il disagio e la sofferenza della ghettizzazione che possono portare a certe idee e comportamenti. Sono dei tipici maschi etero degli anni ’80». Peraltro gli anni ’80 e ’90 (Madonna su tutti) sono quelli a cui stilisticamente si rifanno i video di questo progetto. “Red Light” è un’uscita a sorpresa, disponibile dalla scorsa mezzanotte su tutte le piattaforme audio e video e in formato fisico con versioni speciali. Elodie martedì 5 dicembre sarà al Mandela Forum di Firenze e promette uno show in cui aggiungerà un estratto di questi brani tutti da ballare così che chi viene, come afferma la cantante, «deve essere stremato fino a dire “non ci vado più da Elodie”».


 

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