Il Tirreno

Tra blu e green

Excelsior, da un gesto d’amore uno stabilimento del cuore

di Camilla Di Maria
Nicholas Hough e Paola Guidi, e l’ingresso dello stabilimento balneare a Marina di Carrara
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Nicholas Hough e Paola Guidi, e l’ingresso dello stabilimento balneare a Marina di Carrara

Nato nel 1948 grazie a Sante Vincenzini e alla sua premura per la figlia Maria, colpita da una grave forma di scoliosi. Oggi è una seconda casa per tante famiglie

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Il Bagno Excelsior di Marina di Carrara è nato nel 1948 grazie al gesto d’amore e di apprensione che Sante Vincenzini ha compiuto nei confronti della figlia Maria. Sante da Cardoso di Stazzema era un maestro di scuola elementare ma, preoccupato per la grave forma di scoliosi della figlia, decise di approfittare di una concessione presente a Marina di Carrara per trasferirsi e iniziare a costruire qualche cabina. Solo un anno dopo Sante morì, ma sua moglie, Lina Tartarelli, si impegnò nel portare avanti il progetto del marito con l’aiuto delle sue figlie, Ernestina e Maria.

Nel corso degli anni il bagno cresce sempre di più passando dalle 11 cabine iniziali, fino a 76. Anche il punto ristoro piano piano si allarga, passando da un fornello alimentato dalla bombola del gas con due fuochi, sul quale Lina preparava la minestra di fagioli e le paste asciutte; alla friggitrice per gli “sgabei” (una pasta lievitata e fritta tipica della Lunigiana), fino alle insalatone e ai piatti freddi. Il bagno si allarga sempre di più e c’è lavoro per diverse persone come Alex, ma anche il bagnino storico Paolo Bernucci, conosciuto in tutto il litorale e punto di riferimento per l’Excelsior da ben 25 anni.

Adesso a portare avanti questa grande tradizione di famiglia c’è la figlia di Ernestina, Paola Guidi insieme al marito inglese Nicholas Hough e ai figli, Nicol e Pierpaolo. Insomma, uno stabilimento balneare che rappresenta un po’ una seconda casa per le famiglie di più lontana militanza, ma anche per quelle odierne; un luogo nato dall’amore di un padre nei confronti di una figlia, che continua ad essere una seconda casa dove Ernestina aveva voluto riunire e festeggiare i molti parenti sparsi per gli Stati Uniti e l’Inghilterra.

«Questo luogo è diventato il nostro posto e, insieme a mio marito e ai nostri figli – racconta Paola Guidi – stiamo cercando di portare avanti questa lunga tradizione che ci è stata consegnata. Ovviamente sarebbe bello che i nostri figli, un domani, ereditassero questa attività per continuare la storia della nostra famiglia».

Dal 1948 ne sono cambiate di cose e, soprattutto oggi i cambiamenti sono soprattutto a livello ambientale. «Come tutti facciamo la raccolta differenziata, utilizziamo contenitori di carta e non di plastica e lo stesso vale per le cannucce. – spiega Paola Guidi – Inoltre siamo molto amanti del verde, e si vede. Nel nostro bagno c’è un grande giardino e molte piante».

Sicuramente questi sono gesti che fanno la differenza, ma Paola e Nicholas si vorrebbero impegnare per fare di più. «Qualche anno fa abbiamo introdotto i pannelli solari per riscaldare l’acqua delle docce – dicono Nicholas e Paola – Adesso ci piacerebbe montarli anche per l’elettricità, ma con tutte le preoccupazioni che ci sta dando la Bolkestein abbiamo paura che un investimento del genere non venga riconosciuto. Finché non saremo più tranquilli, purtroppo non ci sbilanciamo troppo».


 

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