Il Tirreno

Tra blu e green

Al Venezia di Lido di Camaiore mare fa rima con sostenibilità

di Giacomo Corsetti
il titolare Marco Daddio e  uno scorcio della spiaggia dello stabilimento Venezia a Lido di Camaiore
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il titolare Marco Daddio e uno scorcio della spiaggia dello stabilimento Venezia a Lido di Camaiore

Se si dovesse risolvere la vicenda Bolkestein, il gestore è pronto a fare investimenti sulla struttura e a incrementare il fotovoltaico

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Prosegue il viaggio di TirrenoBlu alla scoperta degli stabilimenti balneari della costa toscana. Oggi siamo a Lido di Camaiore, in provincia di Lucca, nel mezzo della Passeggiata, per la precisione vicinissimi al pontile panoramico. Arriviamo allo stabilimento balneare Venezia, affiliato a Confcommercio Lucca Massa Carrara, dove parliamo con il proprietario della concessione Marco Daddio.

Qui nell’ottica della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico, spiega Daddio, «sono stati realizzati i pannelli solari, quindi siamo autoalimentati per l’acqua calda. Ci sono poi le cabine con le docce, tutte con la temporizzazione a gettoni per diminuire il più possibile il consumo d’acqua».

In ogni parte dello stabilimento sono presenti dei cestini, continua Marco, «per la raccolta differenziata e poi esiste anche uno spazio ecologico che gestiamo noi e dove svuotiamo i vari cestini. Questi ultimi prima vengono tutti analizzati. È una caratteristica di Camaiore avere un coefficienti molto alto sul rispetto dell’ambiente per quanto riguarda i rifiuti». L’illuminazione del bagno è fatte «con lampadine a led a risparmio energetico».

Al Venezia per le forchette e bicchieri «non si usa più plastica ma la pure cellulosa, e questo è normale. Ormai la plastica non la usa quasi più nessuno» ci racconta ancora Marco.

Per tutto il settore oggi lo spauracchio si chiama “direttiva Bolkestein”, una vicenda che sta dando incertezza anche sugli investimenti, compresi quelli di carattere ecologico.

Lo abbiamo incontrato diverse volte questo tema nel nostro “viaggio” sul litorale toscano, e anche al Venezia la questione non cambia. Se si dovesse trovare una soluzione alla vicenda Bolkestein la volontà dei gestori del Venezia «è quella di rifare tutte le cabine e le terrazze, incrementando i pannelli fotovoltaici. Dovrei inoltre rifare i piazzali e l’impianto fognario per renderlo più ispezionabile, sempre legato a una norma ambientale», dice Daddio.

La storia del bagno Venezia comincia prima della Seconda guerra mondiale, anche se la famiglia di Marco Daddio ha rilevato la concessione nel 2002. «Sono quindi 21 anni che ci siamo noi – racconta il titolare –. Per la mia famiglia è stata la prima esperienza con una realtà balneare e il nome dello stabilimento è rimasto lo stesso». Negli anni «tutto si è evoluto in funzione delle esigenze della clientela. Quando siamo partiti non c’era niente, praticamente. Abbiamo costruito prima il bar e poi lo abbiamo adeguato a ristorante. Nel tempo siamo riusciti anche a fare un negozio di abbigliamento sul lato della Passeggiata e abbiamo rinnovato le case vacanze all’interno dello stabilimento».


 

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