Toscana
Bagno Serena, dagli anni ’60 una lunga storia familiare
Costruito dalla nonna dei proprietari attuali e ristrutturato dopo il tornado del 1977, è uno dei primi stabilimenti di Massa Oggi tanta attenzione è rivolta all’ambiente
Il Bagno Serena è una storia familiare, massese, di passione e determinazione. Un elegante bagno sul viale Lungomare di Levante 202, a Massa, costruito da Emilia Attolini negli anni Sessanta, nonna degli attuali titolari, la famiglia Pedruzzi.
Come testimoniato anche dalla geografia attuale, i bagni in quel periodo erano l’appendice di omonime pensioni o alberghi (in questo caso casa di villeggiatura), meta che attirava i turisti prevalentemente dalla Germania e dall’Inghilterra. «Il litorale in quel punto era molto caratteristico, ma selvaggio», ricorda Luciano Pedruzzi, che gestisce il bagno, i cui titolari sono i genitori, Evelina Bonini e Giuseppe Pedruzzi. «Abbondava una vegetazione dunale – prosegue ed era quasi tutta spiaggia libera. Purtroppo il tornado che si abbatté la sera del 28 agosto 1977 distrusse tutte le pinete e questo comportò la creazione di voragini per sotterrare le piante. La zona fu bonificata. Iniziarono a comparire i chioschi, diventati i bagni Tornado in seguito, e timidamente iniziarono a comparire i primi stabilimenti».
Tra questi il futuro bagno Serena. «Noi – spiega ancora Luciano Pedruzzi – siamo partiti con una casetta di legno circondata da 4 castagni e 20 cabine. Nel 1989 mio padre Giuseppe la ristrutturò, stile baita, a un piano, e iniziò a promuovere il bagno in entrambi i lati, verso i potenziali clienti di Marina di Massa, fidelizzati a bagni soggetti a erosione costante, e verso quelli di Forte dei Marmi, dove la spiaggia è molto simile alla nostra. Poi ovviamente l’estate portava la clientela della gente che comprava casa a Poveromo. Ci è venuto in aiuto il piano regolatore per l’arenile del 1998, che ha fatto sì che tutti gli stabilimenti si allineassero nella costruzione».
È stato un processo lungo. «I bagni stessi – ricorda Pedruzzi – all’inizio erano diversi perché somigliavano a zone di campeggio, i villeggianti portavano tutto da casa. Poi abbiamo molto investito per “alzare l’asticella”, abbiamo costruito nel 2006 una piscina di 200 metri quadrati e un importante punto ristoro, sacrificando anche un po’ di spiaggia per offrire più parcheggi, servizio fondamentale». La spiaggia del Serena si distingue anche per la piena accessibilità ai disabili, con passerelle larghe e la struttura a un unico piano.
Cura, amore, professionalità che si coniugano con l’attenzione per l’ambiente. «Investire nel green è sempre stato uno degli obiettivi in cui crediamo – spiega Pedruzzi – ma, ad esempio per i pannelli fotovoltaici, siamo sottoposti alla sovrintendenza di Lucca. Per il risparmio idrico, dovuto anche alla presenza della piscina che per Ordinanza civica non è possibile reintegrare con acqua comunale durante l’estate, abbiamo creato un pozzo di oltre 6 metri, intercettando una buona falda di acqua potabile, sottoposta a controlli e analisi. Vi attingiamo d’estate per le nostre necessità e da 5 anni facciamo anche un lavoro certosino di raccolta differenziata».
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