Il Tirreno

Tra blu e green

Il bagno Delfino di Lido punta su utensili biodegradabili

di Giacomo Corsetti
Il bagno Delfino di Lido punta su utensili biodegradabili

Il proprietario Cerri: «Siamo molto scrupolosi sul fronte della raccolta differenziata: nello stabilimento abbiamo i bidoni ovunque»

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Da Pietrasanta a Viareggio. Siamo ancora nel comune di Camaiore, sul litorale lidese, ma questa volta dall’altra parte del confine.

Dallo stabilimento balneare Delfino, il Fosso dell’Abate è lontano un centinaio di metri, così come piazza Lemmetti, uno dei punti di riferimento della movida estiva di Lido di Camaiore. Qui insieme ad Alessandro Cerri, uno dei proprietari con il fratello Simone e la madre Giorgia Bartolini, parliamo di come si sta muovendo il bagno Delfino, affiliato a Confcommercio Lucca Massa Carrara, dal punto di vista della tutela ambientale e del risparmio energetico. «Lo stabilimento balneare al momento non è dotato di pannelli solari, fotovoltaici e di temporizzatori per l’acqua delle docce – racconta – Abbiamo intenzione di installarli, ma siamo in attesa del documento di atto formale prima di iniziare i lavori del caso. Il Comune di Camaiore ci sta bocciando ogni anno il progetto e così al momento siamo fermi».

L’assenza di tutta una serie di elementi e infrastrutture però non significa che lo stabilimento non sia attento alla questione ambientale, anzi: «Facciamo e siamo molti scrupolosi sulla raccolta differenziata. Abbiamo i bidoni su tutto il bagno e poi se qualche cliente non rispetta la suddivisione penso io personalmente a sistemare la situazione mettendo le mani nei sacchi – prosegue – Inoltre abbiamo tutte lampadine a led a basso voltaggio per risparmiare il più possibile, anche se devo dire che il bagno è vissuto soprattutto nel pomeriggio, quindi di luci accese ce ne sono poche». Infine gli utensili della ristorazione. «In questo caso è tutto biodegradabile. Abbiamo dato in gestione il bar, ma c’è grande attenzione anche su questo aspetto», sottolinea.

La storia del bagno Delfino e della famiglia Cerri-Bartolini ha un’origine molto lontana. Dobbiamo tornare indietro di 40 anni per trovarne l’inizio. Una famiglia da sempre nel mondo della balneazione: «Noi avevamo già un altro stabilimento – continua Alessandro – il bagno Italiano, quando ero molto piccolo, poi mia nonna lo ha venduto e dopo un paio d’anni arrivò l’occasione di prendere il bagno Stelvio, così una volta si chiamava l’attuale bagno Delfino. Una volta arrivati abbiamo pensato al cambio del nome».

«Abbiamo la concessione dello stabilimento dal 1983 – conclude – Quest’anno sono 40 anni. Nel tempo abbiamo portato avanti tantissimi interventi, siamo stati tra i primi per esempio a sopraelevare la casa di guardianaggio. Il bagno poi è stato rifatto totalmente. È stata eseguita anche un’area verde con le docce, prima c’era solo la sabbia».


 

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