Gioco
Tuffo nel blu con i delfini: a Viareggio il nostro evento dedicato ai cetacei
Tra i relatori dell’iniziativa organizzata dal Tirreno ci saranno il biologo Nuti (Cetus) e Rancati, segretario di Plastic Free onlus
“Un tuffo nel blu con i delfini”: è questo il titolo dell’evento organizzato dal TirrenoBlu in collaborazione con il bagno Nuova Italia di Viareggio.
Un dialogo-intervista – condotto dalla giornalista del Tirreno, Martina Trivigno – con Silvio Nuti, biologo e presidente del Centro di ricerca viareggino Cetus, e Antonio Rancati, segretario generale di Plastic Free onlus. L’appuntamento è alle 18 di oggi, al bagno Nuova Italia di Viareggio.
Un momento di confronto per raccontare l’importanza di tutelare questi splendidi cetacei che popolano anche il nostro mare. Da qui l’impegno del centro di ricerca Cetus di Viareggio, associazione no-profit fondata nel 1999 e specializzata nella ricerca sui cetacei all’interno del Santuario Pelagos.
Costituito da biologi marini, naturalisti e ingeneri, il centro raccoglie dati su presenza, distribuzione, ecologia ed etologia di molte specie di cetacei attraverso l’autofinanziamento organizzando e partecipando a campagne di ricerca e progetti scientifici in collaborazione con enti italiani e stranieri.
Lo scopo del centro è incrementare la conoscenza sulla distribuzione, abbondanza e stato di salute delle specie di cetacei presenti nel mar Mediterraneo, in particolar modo all'interno della porzione toscana del Santuario Pelagos, contribuendo alla comprensione della biologia ed etologia di delfini e balene.
E tra le prime azioni per tutelare i cetacei ci sono alcune buone pratiche che ognuno di noi deve mettere in campo, e che hanno un denominatore comune: la riduzione significativa della plastica, materiale killer per delfini e balene, e non solo per loro. Azioni che si realizzano prima di tutto analizzando le nostre abitudini di vita errate e correggendole.
«Negli ultimi 60 anni – spiega Antonio Rancati – ci siamo resi responsabili di un inquinamento senza precedenti: 150 milioni di tonnellate di plastica sono già presenti nei mari di tutto il mondo. Per fare un paragone, è l’equivalente del peso di circa 7 milioni di camion con rimorchio».
Uno scempio che peggiora di giorno in giorno. «Ogni anno – spiega ancora Rancati – i nostri consumi errati alimentano questo inquinamento facendo arrivare nell’ambiente altri 12 milioni di tonnellate di plastica. Una rotta da invertire perché altrimenti avremo problemi ancor più catastrofici. Eppure l’importanza degli oceani è determinante per il nostro futuro: producono il 50% dell’ossigeno che respiriamo. Inquinandoli stiamo portando l’uomo ad estinguersi».
Plastic Free onlus, dal canto suo, propone alcune buone pratiche. E proprio queste saranno al centro dell’incontro di oggi.
«Nelle nostre iniziative di pulizia ambientale, oltre 1.000 in questo primo semestre del 2023 con quasi 500 tonnellate di rifiuti raccolti, siamo periodicamente lungo la costa – spiega Rancati –. Sulla spiaggia, i nostri volontari raccolgono sempre più rifiuti, in gran parte plastica che le onde ci restituiscono. Se vogliamo garantirci un futuro, dobbiamo cambiare abitudini e smettere di vivere il mare come una grande discarica che inghiotte tutto facendocene dimenticare».
Ma non solo buone pratiche attuate dalle singole persone nel loro quotidiano.
«L’Italia, con la legge Salvamare, può rendere protagonisti del cambiamento anche gli stessi pescatori, custodi del mare – spiega Rancati –. Ci auguriamo che presto vengano emanati i decreti attuativi che la rendano operativa».
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