Il Tirreno

Black comedy

Basket, moda, cinema: Valentina Vignali e il suo “Timor”

di Daniele Marzi
Valentina posa con l’amatissimo pallone da basket
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Valentina posa con l’amatissimo pallone da basket

È una delle star del film di Valerio Di Lorenzo

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Ci sono novità in arrivo dal set di film “Timor – finché c’è morte c’è speranza”, la dark comedy diretta dal regista Valerio Di Lorenzo, prodotta dalla Blooming Flowers di Edoardo Margotti e Ilaria Pascale (www.bloomingflowers.it), in coproduzione con la Sarabi Productions della giornalista Didi Leoni.

Dopo l’incontro con i due protagonisti principali del film Rocco Marazzita e Francesca Olia, grazie ad Alessio Santacroce siamo riusciti a scoprire un nuovo personaggio che lavorerà nel film e che porterà indubbiamente un valore aggiunto. Si tratta di Valentina Vignali, nota giocatrice di pallacanestro, influencer seguita da legioni di fedelissimi sui social e protagonista di programmi televisivi quali “Sotto canestro”, “Sì Basket” e il Grande Fratello Vip.

Valentina nel film diretto da Di Lorenzo interpreta il ruolo di “Involtina”. Così Vignali racconta la sua partecipazione al film.

Nella tua carriera sportiva sei stata abituata alle sfide, come hai affrontato quella di Timor?

«Provare nuove esperienze mi stimola, quindi anche nei giorni precedenti alle riprese non ero spaventata dalla prospettiva ma decisamente galvanizzata. Conoscevo il regista Valerio Di Lorenzo e gli altri attori perché avevamo fatto delle cene insieme. Ma devo dire che seppure io non sia un'attrice, l'ho presa piuttosto bene».

Parlando del tuo personaggio, chi è Involtina?

«La definirei una tipa molto particolare, una simpatica spacciatrice che mette un po' di pepe in una situazione importante del film.

Calarsi nei suoi panni è stato molto divertente, però non posso dire altro, lo vedrete al cinema».

Potremmo dire che Timor per te è una porta che si apre?

«Sinceramente non è la prima volta che recito, ho fatto delle parti sul web e in un film della Rai andato in onda su YouTube. Ovviamente erano contesti completamente diversi rispetto a questo.

Si trattava di produzioni non destinate al cinema, dove avevo esplorato la mia parte comica, mentre in questo caso ho affrontato una situazione un po' più seria. Comunque, recitare mi diverte anche se non ho studiato per quello.

Come ho già detto, le sfide mi piacciono e amo imparare cose sempre nuove. Vedremo che cosa mi riserverà il futuro».

Il tuo timore più grande?

«Lo so che fa un po' ridere, anche se sono grande e grossa ho il terrore dei ragni».

Definiresti Timor un film generazionale?

«Direi di sì. Nella storia si va dentro alle vite di ragazzi giovani e capitano un sacco di imprevisti. Non sono situazioni comuni, però si vanno ad analizzare varie personalità e diversi modi di affrontare un problema. Conta l'essere umano, il suo carattere, le sue paure, le esperienze che ha fatto.

Secondo me molti ragazzi ci si potrebbero ritrovare. In ogni compagnia c’è sempre quello che si preoccupa da morire, l’incosciente che se ne frega di tutto e il tipo un po' più sveglio che cerca la soluzione. Tante personalità diverse in cui immedesimarsi».

Nel film, quindi, avremo la possibilità di scoprire una Valentina Vignali inedita, non ci resta che attendere la data ufficiale di uscita di questa interessante novità del panorama cinematografico nazionale.




 

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