Il Tirreno

Livorno

Un cadavere lungo i fossi e un mistero alle luci dell’alba, pronti per “Giallo Amaranto”?

di Roberto Riu
Un cadavere lungo i fossi e un mistero alle luci dell’alba, pronti per “Giallo Amaranto”?<br>

Appuntamento domani sera, martedì 22, alle ore 21,15 al Circolo ex Cinema Aurora

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Alle prime luci dell'alba del 4 maggio 1618 la sentinella di guardia alla garitta del bastione del Casone (odierna Piazza Cavour) scorge qualcosa galleggiare nelle acque del Fosso Reale che corre lungo le mura medicee. Qualcosa che si rivela essere il cadavere di un uomo. A quel tragico episodio di quattro secoli fa è dedicato il nuovo appuntamento per “Giallo Amaranto” che andrà in scena domani (ore 21,15) nel giardino del Circolo ex Cinema Aurora (viale Ippolito Nievo, 28) a cura dell'associazione Guide Labroniche.

Dell'inchiesta sono incaricati anche questa volta Messer Lupi (Fabrizio Ottone), segretario del Governatore, ed il suo fido assistente Arcibaldo (Ephraim Pepe) a cui sono affidati gli interrogatori di testimoni e sospettati offrendo così al pubblico presente gli elementi necessari per risolvere il caso: «L'uomo ripescato nel Fosso Reale – spiega Messer Lupi – viene subito identificato nella persona di Bernardo Fanti, un militare di quelli normalmente imbarcati a bordo delle galee dei Cavalieri di Santo Stefano.»

All'epoca di troviamo in una Livorno che solo da pochi anni è stata elevata al rango di città e che all'interno della cerchia delle mura dispone ancora di diverse aree da edificare: «Si parla – prosegue messer Lupi - di una città in repentina crescita grazie alle Leggi Livornine e che una decina d'anni dopo vedrà la nascita del quartiere della Venezia, a quel momento non ancora esistente.» Nell'episodio odierno bisognerà scoprire non soltanto l'autore del delitto, ma pure il luogo dove è stato compiuto: «Sarà l'occasione per entrare nel mondo dei Cavalieri di Santo Stefano e di quanti vi ruotano intorno, dai calafati delle galee ai locandieri. Durante l'inchiesta saranno chiamati a testimoniare diversi appartenenti all'Ordine Stefaniano, tutte persone con quattro quarti di nobiltà. Fra i tanti viene chiamato a testimoniare anche il capitano Robert Thornton, di origine inglese, dal nome italianizzato in Roberto Tortone, a lungo in servizio nella flotta granducale, noto per essere stato protagonista nel 1608 di una spedizione esplorativa verso l'America del Sud, lungo il Rio delle Amazzoni e l'Orinoco, per conto del granduca Ferdinando I de' Medici.»

Info: costo 12 Euro (bevuta inclusa); prenotazione obbligatoria al 338-3764627 (via Whatsapp oppure Sms).


 

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