Il Tirreno

Navigare oltre i limiti

Giro d’Italia a vela e motore elettrico, l’impresa dei due velisti disabili

di Giuseppe Boi
Giro d’Italia a vela e motore elettrico, l’impresa dei due velisti disabili<br>

A Porto Azzurro prima tappa in Toscana per Rossato e Macera a bordo di Tornavento per sensibilizzare su inclusività e rispetto dell’ambiente

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Primo obiettivo quasi raggiunto: navigare a vela da Venezia a Genova sfruttando solo le vele e un motore elettrico. Secondo obiettivo già consolidato da tempo: quello di dimostrare che la disabilità motoria può non essere un limite. Partiti lo scorso 2 giugno da Venezia, Marco Rossato e Igor Macera hanno raggiunto mercoledì scorso Porto Azzurro, all’isola d’Elba, per la prima tappa toscana del loro viaggio. Da più di due mesi e mezzo navigano intorno alla penisola a bordo della speciale barca “Tornavento”. E lo fanno seduti nelle loro carrozzine. Un’impresa che è stata al centro dell’evento organizzato da TirrenoBlu e Marina di Porto Azzurro dal titolo: “Inclusione e sostenibilità ambientale: la vela oltre i limiti di Marco e Igor”.

Una serata sulla diga foranea della marina portazzurrina seguita, giovedì scorso, da un centinaio di persone. Elbani e turisti hanno ascoltato le storie di vita e di mare di Rossato e Macera che hanno portato i loro messaggi per l’ambiente e l’inclusività. Un dialogo che ha raccontato il loro dramma umano: «Una sera sono uscito di casa in moto e ci sono rientrato sei mesi dopo in carrozzina», ha raccontato Marco. E la forza di volontà necessaria per trasformare la disabilità in un’opportunità: «Se credi in qualcosa puoi riuscire a ottenerla», ha sottolineato Igor che, oltre che velista, è uno dei dieci disabili italiani ad avere ottenuto il brevetto di volo ed è pilota acrobatico di alianti.

Per Rossato e Macera l’unico limite è rappresentato dagli «scalini nei marciapiedi». E nel loro Giro d’Italia a vela hanno portato nei porti della penisola la loro campagna di sensibilizzazione contro le barriere architettoniche. «Barriere – ha spiegato Rossato – che non limitano solo chi è in carrozzina. Uno scivolo è un comfort che non è riservato solo ai disabili, ma alle neomamme che spingono un passeggino, ai tanti anziani che vivono nei centri abitati, a chi per lavoro trasporta merci, spesso pesanti, e che può sfruttare una pedana per fare meno fatica».

Un messaggio che si accompagna alla sensibilizzazione sui temi ambientali. «Durante il nostro viaggio abbiamo raccolto in mare plastica di tutti i tipi», ha sottolineato Macera. Un’attività ecologica prima vietata – per un assurdo burocratico si rischiava di essere multati – e ora possibile grazie alla legge SalvaMare che ha tra i promotori MareVivo, associazione di cui i due velisti disabili sono testimonial.

Storie e modi di vedere il mondo oltre i limiti che non solo hanno incantato il pubblico portazzurrino, ma che sono valsi a Rossato e Macera la consegna di una targa da parte della Marina e del Comune di Porto Azzurro. Un momento di festa al termine della serata – preceduta da un aperitivo offerto da Unicoop Tirreno – capace di raccontare la vela e la disabilità da un punto di vista tutto nuovo.


 

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