Il Tirreno

Tra blu e green

Il bagno Pardini di Lido punta a ridurre la plastica

di Giacomo Corsetti
Il bagno Pardini di Lido di Camaiore e il proprietario Pier Francesco Pardini
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Il bagno Pardini di Lido di Camaiore e il proprietario Pier Francesco Pardini

Il racconto del titolare: «Da un po’ sono state temporizzate tutte le docce per risparmiare l’acqua ed è vietato l’uso di saponi che finirebbero in falda»

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Prima regola: la tranquillità. Ma anche un’attenzione particolare per l’ambiente e il risparmio energetico. Queste sono le basi di partenza del bagno Pardini a Lido di Camaiore, a pochi passi dal confine con il comune di Pietrasanta e il parco di Bussoladomani.

Qui continuiamo il nostro viaggio all’interno degli stabilimenti balneari del litorale tirrenico, parlando con Pier Francesco Pardini (proprietario dello stabilimento affiliato a Confcommercio Lucca Massa Carrara). A dargli una mano c’è tutta la famiglia, la moglie Lisa e i due figli Francesco e Filippo. «Quando abbiamo fatto la ristrutturazione dello stabilimento balneare dieci anni fa – racconta – abbiamo inserito, in una falda del tetto, i pannelli solari, quelli che producono acqua calda perché sia a livello economico che ambientale era una delle priorità e dà una grande mano. Va considerato che sulla spiaggia si può spegnere la caldaia da maggio a novembre praticamente, perché al collettore in cima l’acqua è sempre sui 90 gradi».

«Sul tema dei vari utensili, come sacchetti e cannucce, sono tutte biodegradabili. Riguardo invece alle energie rinnovabili, tipo fotovoltaico, c’è l’interesse da parte nostro ma ci sono anche delle problematiche a livello paesaggistico che al momento vanno definite – sottolinea – La nostra volontà sarebbe quella di mettere i pannelli. Per ora però il progetto è in stand-by».

Uno stabilimento balneare che sta molto attento alla cura del verde. «Cerchiamo di metterne più possibile, anche per creare un ambiente piacevole, rilassante e ospitale. Per noi questo è importantissimo», sottolinea. Sui servizi invece «sono state temporizzate tutte le docce, il che spinge i clienti a razionare l’acqua. Ovviamente nelle docce della parte esterna, sulla spiaggia, è vietato l’uso di saponi che andrebbero in falda. Questa realtà camaiorese entra a far parte della famiglia Pardini nel 1964, acquistato da mio nonno. All’epoca si chiamava Bagno Derna. In un primo momento è stato chiamato “Patrizia”, poi successivamente nel 1999, quando sono subentrato io, ha preso il nome “Pardini”. Prima del 1999, quando c’era ancora mio nonno al timone, qui ho sempre lavorato durante la stagione».

Preso il controllo dello stabilimento Pier Francesco ha iniziato ad apportare delle modifiche sostanziali: «Ho cercato – continua – di mettere la metà degli ombrelloni che potrebbe ospitare il mio stabilimento per garantire una sostenibilità e una vivibilità più tranquilla ai nostri clienti, a dimensione di famiglia». Negli anni è stato compiuto anche un restyling totale dello stabilimento eseguito nel 2011».


 

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