Il Tirreno

Tra blu e green

Il bagno Umberto e la sfida della Comunità energetica

di Giacomo Corsetti
I “motori” dello stabilimento (da sinistra a destra): Andrea Belli, Marco, Paola e Luigi Bianchi
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I “motori” dello stabilimento (da sinistra a destra): Andrea Belli, Marco, Paola e Luigi Bianchi

Attivo dal 1942 a Forte dei Marmi, lo stabilimento punta su un futuro verde e lavora con altri balneari per unirsi nella produzione di energia sostenibile

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«Gli ultimi romantici». Così è stata definita da qualcuno la famiglia Bianchi, proprietaria dello stabilimento balneare Umberto, a Forte dei Marmi dal 1942. Più di ottant’anni di lavoro che hanno prodotto anche un riconoscimento da parte della Camera di Commercio di Lucca nel 2019, per essere un’attività da più di 65 anni. In tutto qui si sono avvicendate quattro generazioni. Oggi il testimone è toccato a Enrica Bianchi (proprietaria dello stabilimento affiliato a Confcommercio Lucca Massa Carrara) ma la gestione è affidata ai nipoti Luigi e Paola Bianchi.

E proprio con Luigi parliamo di come il bagno Umberto abbia abbracciato il tema della sostenibilità e della tutela ambientale. «Al momento abbiamo installato – racconta Luigi –, da due anni, una colonnina di ricarica per le auto elettriche all’interno dello stabilimento, usufruibile anche l’inverno e anche dall’esterno. Quindi è un servizio non solo per i nostri clienti ma per tutti quelli che stanno facendo dell’elettrico la propria priorità». Poi ci sono gli aspetti di sostenibilità «che hanno molti stabilimenti balneari: riduzione dell’uso della plastica, la raccolta differenziata che facciamo da diversi anni con ottimi risultati, la temporizzazione dell’acqua nelle docce affinché ci siano meno sprechi possibili, il cambio della caldaia per l’acqua calda con un modello più moderno».

Una caldaia che in futuro «dovrebbe essere integrata con dei pannelli fotovoltaici. Stiamo lavorando, insieme all’associazione dei balneari, alla costituzione di una comunità energetica tra tutti gli stabilimenti, grazie anche a uno studio di fattibilità fatto dall’Università di Pisa. Chiaramente tutto questo Bolkestein permettendo».

Su questo progetto una parte complessa è anche quella «dei permessi della Sovrintendenza, perché la fascia a mare è tutelata. Con il Comune di Forte dei Marmi vorremmo collaborare perché la vera forza di questo impianto è quello di produrre anche d’inverno quando gli stabilimenti non lavorano. L’energia prodotta potrebbe essere rimessa in rete per destinazioni sociali, per esempio scuole, palestre o alloggi popolari, che in questo modo potrebbero abbattere i costi. Come tempistiche io direi che in due anni sarebbe attuabile».

Capitolo tutela ambientale sulla spiaggia. Da questo punto di vista «da anni – continua Luigi – sensibilizziamo aderendo alla campagna “Il mare non vale una cicca” contro i mozziconi di sigaretta lasciati sulla spiaggia. Poi con i bambini facciamo esposizione di disegni su cosa non fare sul mare e cercando di far capire loro la differenza tra un rifiuto e un rifiuto naturale».

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