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Telefonia, web e sostenibilità

Vodafone e la rete al 100% green: «Col 5G più servizi e meno consumi»

di Giuseppe Boi
Vodafone e la rete al 100% green: «Col 5G più servizi e meno consumi»

Dal 2020 l’azienda utilizza solo energia da fonti rinnovabili. «Vogliamo essere protagonisti dell’innovazione nel rispetto dell’ambiente»

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Esiste una connessione tra la sostenibilità ambientale e il mondo della telefonia? A primo acchito la risposta sembra no. Tuttavia, se ci si pensa bene, chiamate e navigazione sul web sono possibili grazie al consumo di energia. Ecco perché le tematiche della sostenibilità, della transizione ecologica e cura dell’ambiente rientrano anche in questo settore. Ed ecco perché tra i partner di Tirreno Blu c’è Vodafone Italia, azienda che già dal 2020 alimenta la sua rete al 100 percento con fonti rinnovabili. «Vogliamo essere promotori del cambiamento tecnologico e sostenibile del Paese. La sfida è guidare la trasformazione digitale con reti sempre più veloci ma completamente green. Insomma, puntiamo a un rispetto reale dell’ambiente», spiega Maria Piccolo, head of mobile & fixed network development di Vodafone per il centro Italia.

Come declinate, in concreto, questa mission?

«Attraverso delle politiche ambientali ben definite. La nostra ambizione, “We connect for a better future” (ci colleghiamo per un futuro migliore, ndr), non è un semplice slogan ma un obiettivo già dal 2019. Lavoriamo per anticipare gli obiettivi dell’Agenda 2030 (la strategia per ottenere un futuro migliore e più sostenibile per tutti definita dall’Onu attraverso 17 obiettivi, ndr). Ad esempio puntiamo ad alimentare tutta la rete e gli uffici al 100 percento con energia rinnovabile, sia attraverso l’acquisto da fornitori certificati sia attraverso l’autoproduzione»

Ossia?

«Abbiamo installato dieci impianti fotovoltaici nelle sedi di rete “Core”, le centrali che gestiscono il traffico e la connettività raccogliendo e trasportando i dati dei nostri clienti. Stiamo inoltre ultimando un nuovo impianto fotovoltaico da 70 kilowatt. Altri 140 kilowatt vengono prodotti dai solar kit installati sugli impianti di rete, ossia le antenne che garantiscono la copertura del segnale nel territorio. E ancora: adottiamo il sistema di gestione dell’energia attraverso il controllo dinamico della climatizzazione in tutte le sedi; abbiamo implementato soluzioni di free cooling diretto e adottato la tecnologia di raffreddamento Free Cooling 2.0 con utilizzo di ventilatori per convogliare l'aria esterna all'interno dei locali, riducendo il fabbisogno di energia elettrica utilizzata dai sistemi di condizionamento».

Qual è l’impatto ambientale della transizione digitale?

«Vodafone, come del resto le altre aziende del settore telecomunicazioni, nel corso di questi anni è a un bivio. Da una parte assistiamo a un calo dei fatturati. Dall’altra a un aumento del traffico. Nel 2010 ogni singolo cliente utilizzava ogni giorno 0,19 giga, nel 2023 siamo arrivati a un utilizzo medio di 0,79 giga. È una crescita che comporta un aumento della capacità di rete e, di conseguenza, un maggiore consumo energetico. Per trovare un equilibrio ottimizziamo le risorse di rete radio in funzione delle ore della giornata o del periodo dell’anno».

Ad esempio?

«Calibriamo i consumi a seconda delle richieste dei clienti. Nelle ultime settimane di luglio a Livorno, Camaiore e Marina di Pisa, il traffico dati è aumentato del 20 percento. Di conseguenza calibriamo la capacità di rete a seconda delle richieste dei clienti e adottiamo soluzioni intelligenti per ottimizzare le configurazioni radio per ridurre i consumi e garantire il servizio».

Anche l’innovazione tecnologica consente un risparmio energetico?

«Sì. Tutte le nostre iniziative hanno l’obiettivo di mantenere invariato o ridurre il consumo energetico a fronte di una maggiore richiesta dei clienti. Un esempio è la sostituzione degli amplificatori a singola banda con quelli a più bande. Un miglioramento tecnologico che consente un risparmio energetico fino al 30 percento. Rientra in questa ottica la migrazione delle funzioni 3G al 5G. Siamo stati i primi operatori a concluderlo ed è un’opportunità per rendere più sostenibile il nostro servizio. Lo spettro di frequenze del 5G è molto più efficiente e consente di trasportare più traffico ma con un minore consumo di energia. Così nel 2022 abbiamo risparmiato 100 gigawatt ore, vale a dire il consumo di una città di 50mila abitanti».

Il 5G è indicato come un’opportunità anche per i piccoli centri, perché?

«Con questa rete, Vodafone punta a garantire una comunicazione estesa e per tutti anche nei piccoli centri. Con Fwa 5G garantiamo tanto il servizio di rete mobile, quanto quella fissa attraverso la fibra. Con questo sistema abbiamo portato la banda ultralarga in comunità come quella di Campiglia Marittima o Capoliveri. Il tutto con una rete al 100 percento green. Una sostenibilità che non è fine a se stessa, ma per portare connettività a tutti i territori».

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