Gioco
Elba, TirrenoBlu incontra i velisti disabili Rossato e Macera: il progetto e una barca speciale
Alla Marina di Porto Azzurro oggi, giovedì 17, alle 21,30 la serata-evento con i due marinai in carrozzina protagonisti del Giro d’Italia a vela
PORTO AZZURRO. La Marina di Porto Azzurro ospita una barca speciale. Intorno alle 17 di mercoledì 16 ha attraccato in banchina Tornavento. È speciale perché e un’imbarcazione attrezzata per rendere indipendenti persone con disabilità motorie. È speciale perché nella navigazione alterna le vele al motore elettrico ed è quasi autonoma dal punto di vista energetico. È speciale perché speciale è il suo equipaggio: due marinai, Marco Rossato e Igor Macera, che si spostano tra plancia, cambusa e cabina con le loro carrozzine. Partiti da Venezia lo scorso 2 giugno, la coppia dell'associazione “I Timonieri sbandati”, formata da un veneziano e un livornese, sta circumnavigando la penisola per un Giro d’Italia in barca a vela per sensibilizzare pubblico e operatori su accessibilità per tutti alle strutture nautiche e parlare di sostenibilità e protezione del mare con il sostegno di Mare Vivo.
Quella dell’Elba è la prima tappa in Toscana – le prossime saranno a Cecina e Livorno – dei due navigatori disabili che oggi, alle 21,30 nella banchina della Diga foranea della Marina di Porto Azzurro, saranno i protagonisti della serata evento “Inclusione e sostenibilità ambientale: la vela oltre i limiti di Marco e Igor”. Una serata organizzata dalla Marina e dal Comune di Porto Azzurro in collaborazione con Il TirrenoBlu (il progetto ecologico di tutela del mare e delle spiagge a cui ogni giorno sono dedicate le due pagine che state leggendo). Un’opportunità per conoscere le storie che Marco e Igor stanno vivendo, porto dopo porto, con la capacità di chi con ironia e consapevolezza sta affrontando un’impresa che conduce davvero ad andare oltre ogni limite.
«Quello che stiamo portando a termine dopo due mesi e mezzo di mare, è un viaggio molto lungo, lento e faticoso», racconta Marco Rossato, che già nel 2018 ha portato a termine il Giro d’Italia in barca a vela ma in solitaria. «Questa volta non sono solo e in Igor Macera ho trovato il migliore dei compagni di viaggio che si possano desiderare – prosegue –, ma un po’ per la scelta di una barca completamente ecologica, un po’ per il meteo di questa estate, la nostra navigazione è stata complessa».
I due hanno infatti dovuto affrontare le tre settimane del grande caldo di luglio – «eravamo nello Ionio e abbiamo patito le pene dell’inferno: tanti giorni in navigazione in assenza totale di vento con temperature altissime» – ma questo non ha tolto la magia che regala il mare e il piacere delle persone che hanno via via incontrato. «Tante amicizie, persone disponibili e grande generosità – sottolinea Rossato –. Prima in Adriatico, con un crescendo di calore fino alla Puglia. Poi la Basilicata, la Calabria e la Campania». Quindi la Toscana, rampa di lancio per l’ultimo tratto del Giro (si concluderà a Genova in occasione del Salone nautico dal 21 al 26 settembre), ma che già permette di sottolineare un primo risultato ottenuto: «Vale a dire quello di dimostrare che si può circumnavigare l’Italia solo con le vele e il motore elettrico».
Un successo che se ne aggiunge ad altri. «Anzitutto quello di sensibilizzare gli amministratori locali e i gestori dei porti turistici sul tema dell’accessibilità – spiega Rossato –. Un tema che non è legato solo alla disabilità. I porti sono frequentati anche da anziani, neo mamme, marinai e artigiani. Uno scivolo senza scalini è un aiuto per tutti perché migliora il comfort». Poi quello di essere testimonial della sostenibilità ambientale: «In ogni tappa portiamo avanti la campagna di Marevivo “Le 10 regole del buon velista” e raccontiamo la legge Salva-Mare». Una legge per tutti e a favore di tutti, come il messaggio che Marco e Igor porteranno anche questa sera, alle 21,30 a Porto Azzurro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
