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Riccardo Puccini porta a Marina Slow "Il mondo dopo di me"

di Roberta Galli
Riccardo Puccini porta a Marina Slow "Il mondo dopo di me"

Marina di Pisa, il nuovo romanzo ha un forte aggancio storico: il protagonista scappa da Srebrenica, teatro del genocidio del 1995

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È uscito ufficialmente, per Marchetti Editore, il nuovo romanzo dello scrittore pisano Riccardo Puccini, "Il mondo dopo di me". Il romanzo sarà presentato sabato 26 agosto, alle 19, a Marina di Pisa, all’interno della manifestazione Marina Slow.

Il nuovo romanzo ha un forte aggancio storico. Si respira l’urgenza di dire alcune cose, quasi di urlarle. Il protagonista scappa da Srebrenica, teatro di un vero e proprio genocidio avvenuto l’11 luglio del 1995, cioè 28 anni fa, e non è un caso che l’11 luglio sia stata la data scelta per il lancio del libro.

Perché scelta di questo episodio storico? «Il personaggio che racconta la sua storia - dice Puccini - è un personaggio estremo, decisamente fuori da qualsiasi schema. La sua vicenda è segnata da episodi tragici ma anche surreali e, forse, irreali. Per questo dovevo partire da un evento storico di estrema durezza. Il massacro di Srebrenica, il culmine della guerra dei Balcani degli anni’90, è forse l’evento che ha concentrato più atrocità e follia nella storia europea del secondo dopoguerra. Un evento che a mio parere deve essere ricordato e raccontato. Io e mia moglie siamo reduci da un viaggio che ci ha portato fino al Memoriale di Potocari e al Museo dei Crimini Contro l’Umanità di Sarajevo e devo dire che è stata un’esperienza fortissima. Detto questo, voglio precisare che "Il mondo dopo di me" non è, e non vuole essere, un romanzo storico. I fatti storici che coinvolgono il personaggio sono documentati ma non hanno scopo ricostruttivo. Sono il punto di partenza per la bizzarra biografia di un tipo che non ha nessuna intenzione di accaparrarsi le simpatie del lettore».

Perché questa scelta di inserire l’elemento surreale? «Trattandosi di un personaggio estremo, anche le sue vicissitudini sconfinano in qualcosa il cui segno lascerò decidere al lettore. Allucinazioni? Follia? Oppure qualcosa di verosimilmente possibile? Ma voglio sottolineare che questi sconfinamenti non sono un orpello o una sorta di effetto speciale. Sono frutto di un’attenta selezione perché grazie ad essi si può entrare nel personaggio, nella sua biografia e nella sua evoluzione. In altre parole, il surreale mi è servito a dare sfumature solide al ritratto e al racconto».

L’autore ha avuto un rapporto particolare con il protagonista del libro: «Chi leggerà il romanzo potrà percepire la grande forza di trascinamento che lui ha esercitato su di me. La scelta del racconto in una prima persona "immersiva", cioè non limitata alla descrizione dei fatti, ma integrata con riflessioni, veri e propri rimuginamenti, rimandi a opere letterarie, pittoriche, a citazioni di filosofi, comporta il grande rischio di farsi attrarre dentro un universo che è oltre il confortevole universo personale dell’autore. Confesso che dopo aver finito la stesura del romanzo, "lui" mi è mancato, come se il necessario distacco avesse lasciato uno spazio. È per questo che ho pensato di andare a visitare, quasi a "sentire", i luoghi in cui la storia ha avuto inizio. Mia moglie era un po’scettica, ma poi ha convenuto che un viaggio del genere ti fa tornare diverso da come sei partito».

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