Il Tirreno

tra blu e green

Il bagno Val Bona di Castiglione punta sui pannelli fotovoltaici

di Maurizio Caldarelli
Niccolò Fedi, titolare dello stabilimento balneare Val Bona a Castiglione della Pescaia
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Niccolò Fedi, titolare dello stabilimento balneare Val Bona a Castiglione della Pescaia

«L’acqua piovana viene recuperata con una cisternina in seguito utilizzata per i servizi, mentre il cibo è servito in piatti compostabili e biodegradabili»

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Il bagno Val Bona di via Mascagni a Castiglione della Pescaia è una delle eccellenze della costa grossetana. Il titolare Niccolò Fedi, infatti, ha alzato l’asticella, dando vita a uno stabilimento green, attento alla clientela. «Al momento di ristrutturare la struttura che ho aperto nell’estate 2019 – sottolinea Fedi – ho deciso di metterci del mio, di dare il via a un nuovo percorso, che la gente sta apprezzando. Prima di tutto ho pensato all’ambiente: la carta che usiamo nei servizi igienici è riciclata, i cibi vengono messi in piatti biodegradabili e compostabili. L’acqua calda la mandiamo con i pannelli fotovoltaici, l’acqua piovana viene recuperata con una cisternina, che viene utilizzata per i servizi. I due tetti sono ricoperti da pannelli fotovoltaici, abbiamo la colonnina dell’acqua per evitare l’uso della plastica. Abbiamo anche dato una nuova vita al pavimento: un legno nautico spazzolato dalla ditta Ciabatti di Grosseto».

Ma la rivoluzione del bagno Val Bona, che si chiama così dalla sua nascita, nel 1978, perché la famiglia Barabino, proprietaria del castello, decise di chiamarla come l’azienda agricola, riguarda un po’ tutto. «Abbiamo cambiato target – spiega Fedi – cercando di renderlo un ambiente più di nicchia. È diminuito il numero degli ombrelloni, che sono diventati 65-70, aumentando la distanza tra l’uno e l’altro. Abbiamo messo come alternativa alla sabbia e agli ombrelloni i lettoni a baldacchino, una struttura prendisole diversa dalla concezione tradizionale. Ci sono due rampe per disabili, una che va verso la spiaggia libera e una ai nostri ombrelloni, la pedana, la sedia Job, bagni igienici, spogliatoio e docce su misura, più una nursery per i bambini». Ed è cambiato anche il servizio bar. «È un po’ atipico, si fanno tante colazioni. L’obiettivo è di diventare un punto di riferimento in questa zona un po’ fuori paese, per colazioni, pranzo, merende, aperitivi e cena – prosegue il titolare – È impegnativo, ma stimolante. Abbiamo un occhio di riguardo alla clientela, che può contare su un servizio di parcheggio. Il giorno a pranzo facciamo cucina economica, mi piace lavorare con i frequentatori della spiaggia libera. La sera a cena, poi, viene cambiato aspetto con una cucina particolare, con meno coperti, 50-60, ma fatti bene, per alzare il livello culinario, con una bella cantina di vini. Abbiamo una consulenza con Alessandro Rossi del Gabbiano 3. 0 che prepara i piatti e insegna ai nostri chef e al nostro staff giovane».

Fedi si muove con naturalezza in questo mondo e spiega il perché: «Ho avuto la fortuna di crescere a Casetta Civinini, a Punta Ala, nello stabilimento balneare dei miei genitori. Mi sono formato lì dai 18 ai 26 anni, facendo anche il dipendente».


 

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