Il Tirreno

Come evitare i roghi estivi

I consigli della Protezione civile per scongiurare gli incendi

di Giuseppe Boi
I consigli della Protezione civile&nbsp;per scongiurare gli incendi<br>

Dal rischio causato dai mozziconi di sigarette e marmitte al bruciamento delle stoppie: ecco le regole contro le fiamme accidentali

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Come ogni estate. Forse anche peggio degli anni precedenti. Gli incendi boschivi stanno diventando un incubo anche nella stagione estiva 2023. La Toscana non è ancora balzata all’onore delle cronache nazionali (e speriamo che la situazione rimanga tale), ma non è stata risparmiata dai roghi. Nulla di paragonabile a quello che è successo in Calabria, Sicilia, Sardegna e Puglia, per citare solo i più devastanti, ma basta sfogliare le cronache locali del Tirreno per capire che gli incendi non hanno risparmiato la nostra regione, come ad esempio nella zona tra Carignano e Pieve Santo Stefano, a Monte Morello o ieri a Fauglia. Gran parte dei roghi, in tutta Italia, sono dolosi. Ma, al netto dei piromani e dei criminali che appiccano incendi a scopo di lucro, ci sono anche i casi in cui le fiamme divampano per mera disattenzione o superficialità. Per questo la Protezione civile ha stilato un elenco di consigli per ridurre le possibilità di mandare in fumo boschi e pinete.

Innanzitutto bisogna prestare attenzione a non gettare mozziconi di sigaretta o fiammiferi ancora accesi in prossimità di erba secca. Non solo: quando si parcheggia l’auto bisogna accertarsi che la marmitta non sia a contatto con l’erba secca. La marmitta calda, infatti, potrebbe facilmente prendere fuoco. Banale, forse, ma non si devono accendere fuochi nel bosco: è fondamentale usare solo le aree attrezzate. E, soprattutto, non abbandonare mai il fuoco: prima di andare via occorre sempre accertarsi che sia completamente spento.

Non solo: anche abbandonare i rifiuti nei boschi e nelle discariche abusive può causare incendi perché sono un pericoloso combustibile. Altra regola da seguire è quella di non bruciare, senza le dovute misure di sicurezza, le stoppie, la paglia o altri residui agricoli: in pochi minuti potrebbe sfuggire al controllo.

Se l’incendio è ormai in corso, bisogna chiamare immediatamente il numero di soccorso 115 del Corpo nazionale dei vigili del fuoco o, dove attivato, il numero unico di emergenza 112. Se si vedono fiamme o anche il semplice fumo, è sufficiente chiamare i soccorsi e fornire le indicazioni necessarie per localizzare l’incendio. Se si ci trova in prossimità di un rogo, occorre cercare una via di fuga sicura: una strada o un corso d’acqua. È pericoloso fermarsi in luoghi verso i quali soffia il vento: si potrebbe rimanere imprigionati tra le fiamme e non avere più una via di fuga. Eventualmente, ci si può stendere a terra in un luogo dove non c’è vegetazione incendiabile: il fumo tende a salire e in questo modo si evita di respirarlo. Se non si ha altra scelta, bisogna cercare di attraversare il fuoco dove è meno intenso per passare dalla parte già bruciata. E soprattutto, spiega la Protezione civile, «l’incendio non è uno spettacolo, non sostare lungo le strade. Si intralciano solo i soccorsi e le comunicazioni necessarie per gestire l’emergenza».

Seguire queste regole non risolve certo tutti i problemi – come detto le cause dei roghi sono spesso dolose e il governo da quattro a sei anni di reclusione la pena per i piromani – tuttavia può essere d’aiuto per evitare che il nostro Paese continui a bruciare. Quest’anno è già andato in fumo l’equivalente di oltre 73. 408 campi da calcio, come denunciato da Legambiente. Particolarmente rilevanti i dati che riguardano il periodo ristretto che va dal 25 al 27 luglio: in soli tre giorni sono bruciati 31.078 ettari di vegetazione.




 

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