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Dynamo Camp, ecco l’Oasy camp art per ripensare a un nuovo umanesimo

di Sabrina Carollo
Dynamo Camp, ecco l’Oasy camp art per ripensare a un nuovo umanesimo

L’inaugurazione viene celebrata con il lavoro dal titolo “Home of the World” dell’artista svedese David Svensson

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Un laboratorio di cultura in cui l’arte si fa strumento attivo per elaborare una nuova relazione tra uomo e natura. Oca, l’Oasy camp art che apre domani (sabato 5) sull’Appennino pistoiese in seno al progetto del Dynamo Camp, è più di un parco d’arte: la visione del direttore artistico Emanuele Montibeller prevede di fare di questo luogo un think thank del futuro, in cui l’arte ma anche la poesia, la filosofia, l’architettura, insomma il pensiero dell’uomo stimoli la comunità a una riflessione ampia su come creare un nuovo umanesimo, fatto di equilibrio e rispetto per l’ambiente. Del resto Montibeller sa bene di cosa parla: con il suo parco Arte Sella in Trentino è stato tra i primi a creare luoghi in cui l’arte valorizzi la natura in un dialogo costruttivo e armonico. L’inaugurazione di questi giorni viene celebrata con il bel lavoro “Home of the World” dell’artista svedese David Svensson, che ha rielaborato centinaia di bandiere mescolandone gli elementi distintivi e i colori, ideandone di nuove - alcune con la collaborazione dei suoi studenti per garantire una molteplicità di sguardi - e trasformando così uno strumento di divisione in uno scambio, un modo di superare sciovinismi e distinzioni in una nuova visione in cui le differenze sono offerte in dono all’altro, per uno scambio costruttivo. Le sue bandiere sventolano contro il cielo terso senza mai superare in altezza gli alberi del bosco circostante, in una forma di rispetto verso le preesistenze botaniche, e sono issate lungo la staccionata che corre accanto al sentiero come a mettere in discussione l’idea di confine, sostituita con un’apertura, perfettamente in linea con l’ambiente che non possiede delimitazioni politiche.

Nello spazio espositivo al chiuso, una costruzione passata a tempo record dal ruolo di stalla a quello di centro per la fotografia, in linea con lo spirito dell’iniziativa che prevede solo recuperi di ambienti preesistenti, è allestito il lavoro di Massimo Vitali, a cura di Giovanna Calvenzi, “La Grande Oasi. The way we live, now”. Sui due lati della sala si fronteggiano le gigantografie di spiagge affollate e gli scatti di montagna realizzati da Vitali lungo il suggestivo percorso necessario a raggiungere a piedi Oca da Piteglio.

Ma questo è solo l’antipasto: sono già stati invitati a collaborare gli architetti Michele De Lucchi, Stefano Boeri, Kengo Kuma, Alejandro Aravena e Matteo Thun, gli artisti Diana Scherer, Edoardo Tresoldi, Davide Quayola , la poetessa Mariangela Gualtieri. Per festeggiare l’apertura, durante la giornata di domani (ore 11 – 17), Oca sarà a ingresso gratuito; sino al 5 novembre poi, sarà aperto dal mercoledì alla domenica con ingresso a 12 euro (gratuito per bambini fino a 10 anni).

 

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