Sicurezza
La balena perde la bussola e la strage di cetacei continua
L’anno scorso 162 esemplari, compresi i delfini, sono stati trovati sulle spiagge italiane. Il surriscaldamento è tra le cause di questa mattanza
Distratti da segnali modificati causati dal riscaldamento degli oceani, dalle variate condizioni marine, i grossi cetacei perdono l’orientamento e subiscono una sorta di panico fino a quando non si avvicinano alle coste, dove si spiaggiano, lasciandosi andare in una lenta e penosa agonia.
La balena è uno dei cetacei che più ci affascina, forse per la sua enorme presenza, per quella buffa fontanella o perché la troviamo tra le pagine di Pinocchio di Collodi e le perdoniamo di aver ingerito il burattino toscano.
A parte i riferimenti culturali questi grossi cetacei sono nel cuore di ognuno di noi. A volte le balene alla ricerca di cibo vengono disorientate a causa di alterazioni dell’ambiente, questo smarrimento le spinge fino alle coste dove si accasciano e, impossibilitate di ritornare nel mare, muoiono.
Lo spiaggiamento delle balene, per chi ama non solo il mare e fauna che lo anima e in generale l’ambiente, è un evento che dovrebbe farci riflettere sulla doverosa cura e salvaguardia che dobbiamo esercitare sull’ambiente circostante.
Nel 2022 sulle coste italiane sono stati 162 gli esemplari spiaggiati e ritrovati. I dati emergono dalla "Banca dati spiaggiamenti", gestita dal Cibra dell’Università degli studi di Pavia e dal Museo di Storia Naturale di Milano e confermano un aumento del fenomeno tanto che nei primi tre mesi di quest’anno siamo già a 30 unità.
Cambiamenti climatici, inquinamento dei mari e degli oceani, eventi di compromissione dell’ambiente provocano il disorientano le balene che si smarriscono finendo per arenarsi sulla spiaggia. E lì terminano la loro vita dopo una sofferenza data dalla disidratazione oppure da una sorta di soffocamento dovuto alla marea che copre lo sfiatatoio.
Per loro non sempre c’è un immediato soccorso. Come accadde la sera del 16 ottobre del 1990 a Annie la balena spiaggiata lungo la costa di Calambrone. All’epoca venne segnatalo all’Unità operativa del Centro Studio Cetacei attivo al Museo di Storia Naturale di Livorno la presenza di una «grossa balena». Annie fu salvata dai tecnici con fatica e qualche ingegnoso sistema di recupero e riportata nel mare e nel suo ambiente naturale proseguì a nuotare fino al 27 ottobre dello stesso anno, quando restò di nuovo vittima del disorientamento ambientale. Fu recuperata dopo che si era spiaggiata perdendo definitivamente la vita.
A perdere la vita sulle spiagge delle coste nazionali e internazionali non sono solo le balene. Nel 2022 tra i cetacei coinvolti in questa terribile esperienza ci sono stati i delfini e alcune specie appartenenti alla famiglia dei delifindi come i 71 tursiopi e i 48 stenelle. Di pochi giorni fa, invece, la notizia di uno spiaggiamento collettivo di oltre 50 balene sulle coste dell’isola di Lewis in Scozia. Dati e numeri per riflettere sulla sostenibilità ambientale.
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