Sicurezza
Firenze, cento volte Callas in prima mondiale
Al Musart concerto di gala e parata di stelle per il centenario dalla nascita della Divina
Maria Callas compie cento anni. La sua voce è sempre un gamma infinita di toni alti e bassi, sussurri e sfumature, acuti e pianissimi, sibili, echi, riverberi. Uno strumento unico e inimitabile, che si tramanda grazie alle registrazioni discografiche, anche in versione "pirata", furti diventati col tempo preziose testimonianze, ma che gode di scarsa "visibilità", nel senso che sono poche le immagini dal vivo che la vedono protagonista sulla scena. Perché a dispetto di un fama planetaria, di Maria Callas, che nacque Kalogheropoulos a New York il dicembre 1923 da genitori greci, la soprano più famosa e leggendaria del Novecento, la Divina del belcanto per antonomasia, regina indiscussa dell’epoca d’oro del Teatro alla Scala, si contano sulle dita di una mano le sue esibizioni che sono state filmate e di cui ci è giunta traccia.
Come i due gala alla Royal Opera House registrati e mandati in diretta nel novembre 1962 dalla Bbc, come due anni dopo sempre al Covent Garden le riprese di "Tosca", sul podio Carlo Felice Cillario, la regia di Franco Zeffirelli, nel ruolo di Scarpia il baritono Tito Gobbi. Fra le tante occasioni celebrative che hanno percorso i palcoscenici di mezzo mondo, Firenze fa sua una prima assoluta, "Callas 100" che domenica debutta in piazza Santissima Annunziata, fra gli eventi più attesi di Musart Festival (dopo Firenze il gala toccherà Vicenza, Taranto e Milano prima di volare oltre confine, a Praga, Vienna e New York).
"Callas 100" viaggia sulle ali delle arie più celebri, rese oltremodo immortali dalla sua voce, dall’incipit quasi scontato, ovvero "Norma" di Bellini, il "suo" ruolo, mai più eguagliato, l’opera che ha cantato di più, a partire dalla prima che aprì nel 1955 la stagione della Scala. L’itinerario prosegue, incrocia ancora Bellini ("Sonnambula"), attraversa Donizetti ("Lucia di Lammermoor"), il repertorio italiano della prima metà dell’Ottocento finito nell’ombra di cui rinnovò lo stile in chiave tragica e drammatica riportandolo ai vertici del melodramma, senza dimenticare Verdi ("Trovatore", "Traviata", "Vespri siciliani") e Puccini ("Tosca", "Turandot", "Bohème"), tracce di belcanto a loro volta intrecciate con le rispettive ouverture e interludi sinfonici.
Leonard Bernstein ha scritto di lei: «Maria Callas è stata senza alcun dubbio la più grande cantante drammatica del nostro tempo». Ora della serata fiorentina, introdotti da Laura Morante in veste di voce narrante ("Amo l’opera, ne sono molto appassionata e questo conta perché ha un suo peso specifico in questo contesto" dice l’attrice) saranno protagonisti stelle di prima grandezza, un cast capitanato da Olga Peretyatko affiancata da Maria José Siri, Ekaterina Bakanova, Myrtò Papatanasiu, Andrea Edina Ulbrich, Valerio Borgioni mentre sul podio dell’Orchestra del Festival Puccini sale Fabrizio Maria Carminati.
«Il nostro omaggio a Maria Callas - spiega il produttore Davide Cicchetti - si concretizza attraverso un format semplice ma basato sui valori dell’eccellenza artistica che alle arie e ai brani musicali affianca un testo creato per l’occasione affidato alla interpretazione di Laura Morante, un modo per descrivere il personaggio Callas a tutto tondo, dandone una dimensione non solo vocale ma anche profondamente umana». Entrando nel dettaglio, si potranno ascoltare, tra l’altro, da Norma Ouverture e Casta Diva, da Madama Butterfly il duetto Suzuki-Cio Cio San, da Tosca le arie "E lucevan le stelle" e "Vissi d’arte" più il duetto Tosca-Cavaradossi, dai Vespri siciliani l’Ouverture e la romanza "Merce dilette amiche", dal Trovatore "D’amor su l’ali rosee" e "Condotta ella era in ceppi" per finire con il duetto "O soave fanciulla" dalla Bohème e il Preludio del terzo atto della Traviata. Biglietti ancora disponibili. Inizio spettacolo ore 21,30. Info 055 667566.
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