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Il personaggio

C’è chi Balla da 40anni: Dario Ballantini, storia di un talento poliedrico

di Claudio Marmugi

	Dario Ballantini nella foto di Roberto Paglianti
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Dario Ballantini nella foto di Roberto Paglianti

I quarant’anni di carriera del trasformista Ballantini: «Ora il Duce e Petrolini»

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Dario Ballantini è un talento fuori dell’ordinario. Per chi scrive, è il Jim Carrey italiano, in grado di controllare, nella stessa maniera del comico americano, ogni singolo muscolo facciale, in modo da riuscire a modificare i lineamenti del volto “a vista”, una dote pressoché unica, comune ad entrambi gli artisti. Classe 1964, attore, imitatore, trasformista e pittore apprezzatissimo, Dario Ballantini ha esordito giovanissimo nel 1983 con Corrado Mantoni nel programma “Ciao Gente!”.

Dal 1994 ha imitato centinaia di personaggi a “Striscia La Notizia” su Canale 5. Come attore, ha interpretato una ventina di film, da "Zitti e Mosca" di Alessandro Benvenuti a "Manuale d'Amore 3" di Giovanni Veronesi passando per "La prima cosa bella" di Paolo Virzì. Qualche giorno fa, a Roma, l’artista livornese ha ricevuto il premio “Alberto Sordi” per la satira e questo momento è diventato l’occasione per fare una chiacchierata a trecentosessanta gradi, un bilancio della sua carriera e sui suoi appuntamenti futuri.

Ballantini, di premi nella sua carriera ne ha ricevuti tanti, di questo, alla satira è contento?

«Sono molto contento del premio Alberto Sordi. E’ il primo premio di satira che vinco in vita mia e questo mi onora. Perché, in effetti, col mio lavoro a "Striscia" mi sembra proprio di fare satira. E’ come fare una vignetta in faccia ad un politico. Come si dice a Livorno, ci metto la ‘ghigna’, la faccia. La ghigna truccata, ma sempre la ghigna! Mi sembra un riconoscimento “giusto”, alla satira, appunto, e non all’imitazione in sé o alla trasformazione. Poi che sia il Premio “Sordi” mi colpisce doppio, forse anche triplo. Ognuno ha i propri legami e la propria storia: in famiglia, mio padre aveva il mito di Alberto Sordi, era proprio fissato e mi sembra che questo premio chiuda un po’ il cerchio. Proprio all’inizio della mia carriera televisiva come “Valentino”, uno dei primi personaggi che incontrai fu proprio Sordi, che fuori onda mi fece un sacco di complimenti. E già quello mi avallò in casa mia: “Se gli ha detto ‘bravo’ Alberto Sordi, allora, va già bene».

A proposito di satira, come vede la situazione attuale?

« E’ un tempo da satira, ma è molto caotico. Sembra di vivere una situazione spaesante dove vale tutto e il contrario di tutto. Non è semplice destreggiarsi in questo caos, bisogna restare lucidi e cercare di decifrare i segnali. Le nostre generazioni avevano qualche punto fermo, qualche ideologia più marcata. Oggi è tutto confuso, è difficile capire cosa stia succedendo e cosa fare. E’ problematico. Anche politicamente. Sembra quasi fatto apposta. Un guazzabuglio deliberato».

Quali sono i suoi impegni estivi?

«Mi permetto di segnalare due cose a cui tengo molto. Lunedì prossimo alle 20.30 su Rai Radio 3, in diretta dalla Sala A per il “Teatro di Rai Radio 3” andrà in scena “25 luglio ’43. Mussolini. La Caduta” di Sergio Pierattini. Proprio io darò la voce al Duce (il resto del cast vede Sergio Pierattini, Massimo Reale, Riccardo Bocci con musiche di Lucio Gregoretti). Il 20 agosto invece sarò a Capalbio, all’Anfiteatro del Leccio, con “Ballantini & Petrolini”, un altro maestro di comicità a cui tengo molto. Proprio nel 2019, vinsi il Premio "Ettore Petrolini". Incredibilmente, mi hanno assegnato i premi dedicati ai due mostri sacri che mi hanno sempre ispirato».

Impossibile non chiederle della pittura. Come sta andando su quel versante artistico?

«E’ stato un anno buono. Ho avuto Vittorio Sgarbi e Achille Bonito Oliva a vedere le mie mostre, di loro iniziativa. Il museo diocesano di Terni sembra interessato a fare un’Antologica. Gli spazi culturali sono più interessanti delle gallerie, e sarebbe un ottimo compendio per i miei 40 anni di attività».

Cade quest’anno, infatti, il quarantennale del Ballantini-pittore e Ballantini-imitatore. Cosa farà per festeggiare i quarant’anni del Ballantini-imitatore?

«Uno show dal vivo: “Lo spettacolo di Ballantini. Conseguenze di 40 anni nei panni degli altri”. Un monologo dove ripercorro questi miei 40 anni tragicomici; proporrò anche 10 imitazioni meno televisive, molto musicali, più da teatro. Dovrei debuttare a gennaio al Rifredi di Firenze».
 

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