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Sostenibilità e accessibilità: l’Imperiale di Lido di Camaiore tra presente e futuro
La famiglia Carrai è proprietaria dello stabilimento balneare Imperiale dal 2019. L’Imperiale di Lido di Camaiore nasce negli anni ‘70
Ambiente, ecologia e sostenibilità. Questi sono alcuni degli argomenti più dibattiti negli ultimi anni. Una direzione che tante realtà e tanti enti pubblici del territorio stanno intraprendendo. Cosi come gli stabilimenti balneari aderenti a Confcommercio Lucca e Massa Carrara. Il Tirreno ha parlato con la famiglia Carrai, balneari nonché una delle più conosciute nel panorama turistico di Camaiore.
La famiglia Carrai è proprietaria dello stabilimento balneare Imperiale dal 2019. L’Imperiale di Lido di Camaiore nasce negli anni ‘70. Dopo un lungo periodo destinato ad accogliere le colonie della ex-Montedison viene acquistato da imprenditori che avevano locali alla moda chiamati “Imperiale”.
Nel 1994 viene realizzata la piscina grande 20 metri per 12, con vasca idromassaggio e una vasca bassa per bambini, una delle prime piscine in Versilia. Nel 2008 viene ristrutturato totalmente con una struttura in legno stile viareggino. In quegli anni viene inserita la localizzazione numerica degli stabilimenti e il bagno Imperiale è il 56.
La nuova gestione subentra alla fine del 2019 continuando l’indirizzo di accoglienza a famiglie che si trattengono in Versilia tutta la stagione. Attrezzato con 80 tende distanti 6 metri l’una dall’altra, la famiglia Carrai ha deciso di migliorare il servizio piscina aumentando le ore di apertura.
Ma cosa fa la famiglia Carrai per portare avanti le istanze della sostenibilità? Quali sono i temi chiave per il futuro della nostra regione e del nostro mare? In questi anni «diversi passi in avanti sono stati fatti verso il risparmio energetico ed il rispetto dell’ambiente – ci riferisce Carlo Alberto Carrai –. Pannelli solari, eliminazione della plastica al bar ristorante sono stati solo l’inizio di un percorso. Grazie ai pannelli solari abbiamo limitato l’uso del gas per le docce, le quali sono state temporizzate nell’ottica di non sprecare acqua. Inoltre noi ricarichiamo le borracce con acqua invece di vendere bottiglie. L’obiettivo ovviamente è il contenimento e la diminuzione dell’utilizzo della plastica».
Ma non c’è solo la sostenibilità, ma anche l’accessibilità. Oggi il bagno Imperiale 56 può fregiarsi di essere «uno dei pochi – continua Carrai – con piscina accessibile grazie all’installazione di una gruetta sollevatore che permette a persone con difficoltà motoria di venire immerse ed emerse in totale sicurezza. Lo stabilimento balneare deve essere il giardino di casa di tutta la famiglia, un luogo in sicurezza che permetta a tutti di viverlo in modo confortevole e piacevole senza barriere».
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