Sicurezza
Suzanne Vega una stella a Fiesole
Le sue canzoni raccontano di gente comune, vite metropolitane e temi del mondo reale
L’ultima "chanteuse" d’oltre oceano, figlia della Grande Mela, tra le principali cantautrici della sua generazione, fattasi conoscere nei primi anni Ottanta del Novecento quando, accompagnandosi con la chitarra acustica, cantava nei club del Greenwich Village canzoni folk originali, ritorna in Italia e venerdì prossimo, 14 luglio, atterra a Fiesole, sulla scenografica cornice del Teatro Romano, fra gli appuntamenti più attesi dell’estate Fiesolana.
Sarà un concerto raffinato, tracce sensibili e soffuse, ma anche ruvide, cupe e dissonanti, già evidenziate dal titolo "An intimate evening of songs and stories", una carrellata che la immortale protagonista esclusiva, accompagnata alla chitarra dal fidato Gerry Leonard, suo storico collaboratore, già al fianco di David Bowie. "Luka", "Tom’s Diner", "Marlene on the Wall", solo per citarne alcuni, solcano l’esibizione, fra i pezzi che ne hanno segnato la carriera e amplificato il successo.
Personalità rigorosa e affascinante, artista che non concede spazio ai compromessi, dichiarava anni fa Suzanne Vega nel corso di un suo tour nel nostro Paese che la vedeva in trio, sempre con Leonard più il basso di Mike Visceglia: «Hanno detto che sono in crisi, la mia creatività è in discesa. La verità sta da un’altra parte. Non sono io in crisi ma l’industria discografica che bada solo al fatturato. Ho pensato di rivolgermi a chi non mi conosce, un modo per riprendere il filo logico del mio canzoniere». E allora in sequenza, dopo i "Love songs" uscirono "People and places" dedicato ai luoghi e agli affetti della sua vita e "The state of being" che conteneva brani più esistenziali, meditativi, personali. Nelle sue performance da sempre Vega coniuga in maniera esemplare quanto emozionante la sua vocazione folk con suoni più elettrici e innovativi.
Perché Suzanne, nonostante l’aspetto per niente trasgressivo da elegante signora newyorkese, vagamente snob, ha la sperimentazione nel dna, ama la tecnologia, è intrigata da Twitter e Facebook ed è stata tra le prime al mondo a crearsi un avatar per suonare su Second Life. La musica di Suzanne Vega «osserva il mondo con un occhio clinicamente poetico», come ha scritto il "New York Times". Le sue canzoni raccontano di gente comune, vite metropolitane e temi del mondo reale. Il suo stile è conciso e sobrio, immediatamente riconoscibile. Adesso come allora, quando tutto è iniziato.
L’album di debutto, anno 1985, porta il suo nome, suscita curiosità e scatena l’interesse di pubblico e critica. Successo moltiplicato con il seguente "Solitude Standing", dove sono presenti i due brani di maggior successo, i già ricordati "Luka" (che affrontava temi scabrosi e scivolosi come gli abusi domestici e i maltrattamenti sui minori) e "Tom’s Diner", per poi approdare, l’estate seguente, sulla prestigiosa vetrina del Glastonbury Festival, prima headliner femminle della kermesse. Da allora, altri dischi, infinite collaborazioni e importanti riconoscimenti, tra cui un Grammy Award nel 2007 con l’album "Beauty & Crime" per Blue Note Records, che trasmette una profonda emozione, il riflesso, molto personale, del legame di Vega con la sua città, New York, a seguito della tragedia dell’11 settembre 2001. Per dare voce al mondo della musica, messo a dura prova dalla pandemia e per sostenere le esperienze (e le etichette) indipendenti dal vivo, Suzanne Vega, si è esibita in diretta streaming dall’iconico Blue Note Jazz Club di New York: un evento diventato simbolo dell’unione di musicisti, operatori dello spettacolo e organizzatori di tutto il mondo. Il progetto "An Evening of New York Songs and Stories" è stato immortalato anche su disco, la cui registrazione è avvenuta nel celebre Café Carlyle di New York City.
Inzio concerto ore 21, 30. Biglietti ancora disponibili, da 23 a 28 euro. Info www.estatefiesolana.it e 055 210804.
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